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La sala del consiglio dei ministri
Turismo. Allora diciamo così: dalle prime mosse del nuovo governo mi sembra che del turismo importi abbastanza poco. Devo anche dire che ci siamo abbastanza abituati a questo trattamento. Per ottenere qualche spicciolo durante la pandemia, mentre interi settori venivano ricoperti di risorse, Il turismo ha dovuto battersi continuamente e con vigore, ottenendo peraltro molto poco, e dico molto poco in relazione all’effettivo bisogno del settore che ha subito due anni di chiusura quasi completa.
Quindi niente di nuovo sotto il sole (come dice giustamente l’Ecclesiaste 1,9-10, per coloro che vogliono andarlo a leggere). Niente di nuovo: un settore ai margini dell’interesse politico, che rimane nella sua condizione di sfruttamento complessivo. Del turismo sono interessanti solo l’enorme massa di denari che accumula e che poi rifonde nell’erario. Fine del discorso. Non c’è e non c’è mai stata una politica di supporto, di avanzamento, di sviluppo di un intero settore che, quando va bene, copre i buchi di altri settori molto più considerati, come l’industria, per esempio, quella grande e quella piccola.
Cambiare
C’è un modo per cambiare questo modo di pensare? Non saprei. Certo se durante la stagione tutti gli alberghi chiudessero rifiutandosi di accogliere i turisti allora sì che sarebbe un bel problema. Ma non credo che sia fattibile. Perché le associazioni non sono più sindacati, ma micro-lobby. Con la differenza sostanziale che le vere lobby hanno la forza di imporsi (per molti motivi: soldi, potere, potere contrattuale, ecc) mentre le nostre micro-lobby di questi elementi non ne hanno neanche uno. Quindi che dire? Buona fortuna a tutti, con queste istituzioni sarà difficile fare qualche passo avanti.
Magari verrò smentito al primo consiglio dei ministri. Che lo crediate o no è la cosa che mi farebbe saltare dalla sedia dalla sorpresa e dalla gioia.
Giuseppe Aloe