domenica, Agosto 31, 2025

Bitcoin, perché sempre più aziende e banche lo mettono in cassaforte

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Ma è stato il cambio politico negli Stati Uniti ad accelerare definitivamente questa trasformazione. Il passaggio dall’amministrazione guidata da Joe Biden, critica verso le criptovalute, a Trump ha ribaltato l’approccio governativo americano. L’ordine esecutivo del marzo 2025 ha creato la Strategic bitcoin reserve americana, raccogliendo tutti i bitcoin che l’Fbi e le altre agenzie federali confiscano durante le indagini su crimini informatici, traffico di droga e riciclaggio di denaro. Si tratta di circa 200mila bitcoin che prima venivano venduti all’asta per recuperare fondi, mentre ora verranno mantenuti come riserva permanente del paese. La legge ha dato legittimazione istituzionale al bitcoin, trasformandolo da bene da liquidare a asset strategico nazionale.

Come le aziende stanno trasformando bitcoin in riserva strategica

Questa nuova legittimazione si traduce anche in nuove strategia da parte delle aziende. Quando un’azienda decide di fare riserva strategica di bitcoin, sostituisce parte della liquidità tradizionale del bilancio – contanti, obbligazioni governative o depositi bancari – con Bitcoin. Fino a pochi anni fa questa strategia era impensabile: bitcoin era considerato troppo rischioso, mancavano regole chiare e strumenti finanziari adeguati per le grandi aziende. L’obiettivo oggi non è speculare a breve termine, ma proteggere il valore aziendale dall’inflazione e diversificare gli asset. Sempre più società hanno iniziato a mantenere bitcoin sul lungo termine, spesso utilizzandolo come garanzia per prestiti o operazioni strategiche.

MicroStrategy rappresenta l’esempio più estremo di questa strategia: l’azienda di Michael Saylor detiene 597.325 bitcoin al luglio 2025, acquistati per un costo medio di 66.384 dollari per un investimento totale di 33,1 miliardi di dollari. La società, ora rinominata Strategy, ha trasformato completamente il suo modello di business da azienda di software a quella che viene definita la prima Bitcoin Treasury Company al mondo, dove la maggior parte del valore aziendale deriva dai possedimenti in criptovaluta. Anche Tesla, l’azienda automobilistica di Elon Musk ha scelto di puntare sui crypto asset, ma con un approccio più conservativo: ha investito 1,5 miliardi di dollari nel 2021 e ha registrato profitti di 600 milioni di dollari nel quarto trimestre 2024, equivalenti al 26% del reddito netto trimestrale.

Il successo di questi pionieri sta generando un effetto imitazione che attraversa settori diversi. Al Abraaj restaurants group, una catena di ristoranti quotata alla borsa del Bahrain, ha acquistato 5 Bitcoin – circa 600mila dollari – diventando la prima azienda pubblica del Medio Oriente in questo campo. GameStop, il retailer americano di videogiochi, ha emesso obbligazioni convertibili nel marzo 2025 per acquistare Bitcoin, mentre aziende specializzate nel mining di criptovalute come Marathon Digital, Riot Platforms e Semler Scientific stanno seguono strategie simili a quella MicroStrategy. Perfino il mondo accademico comincia ad esporsi in criptovalute: la prestigiosa Emory university di Atlanta detiene 15,1 milioni di dollari in Bitcoin, la Brown University 4,9 milioni tramite fondi specializzati, e l’Austin University ha creato un fondo da 5 milioni con strategia quinquennale.

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