domenica, Agosto 31, 2025

Stato palestinese, quanti e quali sono i paesi del mondo che lo che riconoscono

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Tra i paesi del G20, dieci riconoscono già la Palestina: Argentina, Brasile, Cina, India, Indonesia, Messico, Russia, Arabia Saudita, Sudafrica e Turchia, oltre alla Spagna come membro permanente invitato. Al contrario, nove paesi mantengono la posizione del non riconoscimento: Australia, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e Stati Uniti. Questi ultimi sostengono generalmente una soluzione a due stati ma condizionano il riconoscimento palestinese a negoziati diretti con Israele. Nel 2012, l’Assemblea generale dell’Onu votò con maggioranza schiacciante (138 favorevoli, 9 contrari, 41 astenuti) per modificare lo status palestinese in “stato osservatore non membro”, una posizione che consente di partecipare ai dibattiti dell’Assemblea generale ma senza diritto di voto. La decisione ha conferito maggiore legittimità internazionale alla causa.

La strategia diplomatica europea

L’Europa rimane il continente più diviso sulla questione palestinese. Esistono differenze marcate tra est e ovest. I paesi dell’ex blocco sovietico hanno riconosciuto la Palestina nel 1988. Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Ungheria, Malta, Polonia, Romania e Slovacchia hanno fatto questo passo prima di entrare nell’Unione Europea. Alcuni di questi stati hanno tuttavia successivamente ridimensionato le loro posizioni. Ungheria e Repubblica Ceca, ad esempio, hanno recentemente votato contro l’adesione palestinese alle Nazioni Unite. L’Europa occidentale rimane largamente scettica. L’Islanda nel 2011 e la Svezia nel 2014 furono le prime significative eccezioni occidentali. Tuttavia, l’escalation del conflitto israelo-palestinese iniziata nell’ottobre 2023 ha segnato un punto di svolta. L’operazione militare israeliana e l’attuale occupazione della Striscia di Gaza hanno provocato migliaia di morti e una grave crisi umanitaria, spingendo diversi paesi europei ad accelerare sul fronte diplomatico. Il 22 maggio 2024 Norvegia, Irlanda e Spagna hanno annunciato simultaneamente il riconoscimento dello stato di Palestina, seguite dalla Slovenia il 4 giugno. Tutti hanno giustificato la scelta con l’urgenza di rilanciare il processo di pace attraverso la soluzione a due stati.

Questi riconoscimenti hanno dato slancio a un’iniziativa diplomatica più ampia, alla quale la Francia ha deciso di contribuire con un proprio piano. La strategia diplomatica di Macron prevede una conferenza internazionale co-organizzata con l’Arabia Saudita durante l’Assemblea generale dell’Onu di settembre. L’evento era originariamente programmato per giugno ma è stato rinviato a causa dell’escalation tra Israele e Iran. Secondo fonti dell’Eliseo, la Francia non sarà sola nel riconoscimento di settembre. Altri alleati europei sono pronti a seguire l’esempio parigino. L’obiettivo è creare una pressione diplomatica coordinata. Questa dovrebbe spingere verso una soluzione definitiva del conflitto. Gli Stati Uniti si oppongono alla strategia. Il segretario di stato Marco Rubio ha definito la decisione francese “sconsiderata“. Anche Israele ha reagito duramente. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha condannato la mossa definendola un premio al terrorismo. Ha inoltre minacciato l’annessione della Cisgiordania come risposta.

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