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Tra le tante priorità randomiche del presidente degli Stati Uniti Donald Trump c’è Sean Combs, noto anche come Puff Daddy o Diddy. Secondo fonti vicine alla Casa Bianca, riportate da Deadline, l’amministrazione Usa starebbe pensando a concedere la grazia al rapper al centro in questi mesi di un enorme scandalo legale a sfondo sessuale. Combs è stato giudicato colpevole lo scorso 2 luglio per il capo d’imputazione relativo al trasporto al fini di prostituzione, anche se è stato trovato non colpevole per le accuse considerate più gravi, quelle di traffico sessuale e racket. Dopo che gli è stata negata l’uscita su cauzione, il musicista rimarrà in carcere in attesa della sentenza definitiva che dovrebbe arrivare il prossimo 3 ottobre. A meno di un colpo di mano presidenziale, appunto.
Già lo scorso maggio, quando il processo a Combs era in corso da qualche settimana, Trump aveva fatto trapelare in un incontro nel suo Studio ovale l’interesse a valutare un’eventuale grazia: “Certamente approfondirei i fatti se pensassi che qualcuno è stato tratto ingiustamente, che si tratti di persone mi piacciano oppure no”, aveva detto ai giornalisti: “Non avrebbe nessun impatto su di me”. Con il suo solito modo imprevedibile, il presidente Usa aveva tenuto aperte tutte le strade asserendo che “nessuno gli aveva chiesto” in merito alla grazia, anche se c’erano “persone che ci stavano pensando”. I giornalisti all’epoca avevano sottolineato come Donald Trump e Sean Combs fossero stati in buoni rapporti per decenni, soprattutto nei circoli dei party vip di Manhattan tra gli anni Novanta e Duemila, tanto che il primo aveva definito l’altro “un buon amico” nel 2012. Tuttavia Combs era stato piuttosto critico del primo mandato trumpiano, finendo poi per sostenere l’avversario democratico Joe Biden nelle presidenziali del 2020.
Gli osservatori sono molto cauti nel dare per certa la volontà di Trump di procedere con il “presidential pardon” nei confronti di Sean Combs: data la natura volatile del presidente, finché non ci sarà la sua firma sul documento ufficiale, in altre parole, la grazia non sarà certa. Eppure in molti considerano questa mossa come altamente probabile, soprattutto come funzione di distrazione da altre grande legali che il presidente sta attraversando in queste settimane: i suoi stessi sostenitori del movimento MAGA (Make America Great Again) lo stanno infatti criticando per la sua riluttanza a pubblicare i cosiddetti Epstein Files, ovvero i documenti secretati riguardanti gli scandali sessuali del mogul Jeffrey Epstein, amico vicino a Trump per molti anni prima delle gravissime accuse di pedofilia e traffico sessuale.
Sebbene Trump avesse promesso in campagna elettorale di pubblicare quei dossier (che secondo lui avrebbero svelato il volto malato di molti Democratici vicini a Epstein, tra cui i Clinton), ora prende tempo e molti son convinti che il motivo sia che il suo stesso nome sia in quei file. La mossa nei confronti di Combs potrebbe, almeno per un po’, smuovere l’attenzione e fargli guadagnare terreno in termini d’immagine.