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Si chiama PelV-1 ed è un virus gigante da record: ha una coda che può estendersi fino a 2,3 micron ed è considerata come la più lunga appendice virale mai descritta fino ad oggi. È stato scoperto da un gruppo di ricercatori e ricercatrici della University of Hawai’i di Mānoa (Honolulu), che l’ha isolato dalle acque superficiali dell’Oceano Pacifico settentrionale insieme al suo organismo ospite, un’alga microscopica appartenente al genere Pelagodinium. Lo studio è al momento disponibile sulla piattaforma bioRxiv, in attesa di essere sottoposto al processo di revisione fra pari che precede la pubblicazione sulle riviste scientifiche.
Identikit del virus gigante appena scoperto
PelV-1 presenta un capside (l’involucro proteico che contiene e protegge il materiale genetico) di circa 200 nanometri di diametro, il che lo fa entrare di diritto nel mondo dei virus giganti. Questi ultimi vengono infatti definiti tali se le loro dimensioni sono pari o superiori ai 200 nanometri, e se il loro genoma supera le 200-300mila paia di basi (ossia di “mattoncini” che costituiscono il materiale genetico).
Inoltre, PelV-1 presenta due appendici, una delle quali è la coda di lunghezza record. Per avere un termine di paragone, l’appendice che caratterizza un altro virus gigante noto come Tupanvirus, e che va da 0,5 a 1,8 micron, finora era considerata fra le più lunghe mai osservate, spiegano gli autori nello studio. La seconda appendice di PelV-1, posizionata dalla parte opposta del capside rispetto alla prima, è invece una protuberanza più spessa e corta.
Il team ha anche sequenziato il genoma di questo virus gigante, costituito da oltre 450mila paia di basi, e i risultati delle analisi filogenetiche indicano che appartiene alla famiglia dei Mesomimiviridae. Alcuni dei geni identificati codificano per proteine coinvolte nel metabolismo di aminoacidi, carboidrati, grassi.
Qual è la funzione della coda?
Per quanto riguarda la funzione della curiosa e lunghissima coda, gli autori ipotizzano che serva a PelV-1 per aumentare il proprio diametro effettivo, massimizzando le sue probabilità di entrare in contatto con un potenziale ospite. Tra l’altro, osservando il virus “in azione” hanno notato che sembrerebbe utilizzare la coda per agganciarsi alla cellula ospite; dopodiché, una volta penetrato al suo interno, la coda sembrerebbe scomparire. L’ipotesi quindi è che la coda venga assemblata da PelV-1 solo quando non si trova all’interno di un ospite, ma si tratta di un’idea che dovrà essere eventualmente confermata attraverso altri studi, sottolineano i ricercatori. In ogni caso, la scoperta e la descrizione di questo virus gigante, concludono, sembra suggerire una grande diversità morfologica e l’esistenza di chissà quanti altri curiosi virus marini che aspettano solo di essere scoperti.