venerdì, Agosto 29, 2025

Woody Allen, cosa ha detto sulla Russia durante un festival cinematografico a Mosca

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Woody Allen non è nuovo alle polemiche sulle sue opinioni e sulla sua vita privata. Ma nelle scorse ore si è trovato al centro di nuove critiche dopo la sua partecipazione a un festival cinematografico in Russia. Domenica 24 agosto, infatti, collegato da remoto, il regista americano è stato ospite d’onore di un panel organizzato nell’ambito della Moscow International Film Week, rassegna filmica di Mosca. In quell’evento era intervistato da Fyodor Bondarchuk, filmmaker russo storicamente molto vicino al presidente Vlamidir Putin e che nella carriera ha realizzato diversi titoli orgogliosamente patriottici. Durante l’incontro, Allen avrebbe detto che prova solo “good feelings” per città come Mosca e San Pietroburgo e che apprezza molto il cinema russo, e in particolare l’adattamento di Guerra e Pace firmato nel 1966 da Sergei Bondarchuk, padre di Fyodor.

Alcune notizie della prima ora riportavano che il filmmaker americano avesse manifestato anche l’intenzione di girare una pellicola a Mosca, dichiarazione poi smentita dagli stessi media sovietici. Nonostante ciò, la sua stessa partecipazione al festival ha attirato le critiche di molti avversari politici della Russia, e in particolare delle istituzioni e dell’opinione pubblica ucraina: “La partecipazione di Woody Allen alla Moscow International Film Week è una vergogna e un insulto ai sacrifici degli attori e dei registi ucraini che sono stati uccisi o feriti dai criminali di guerra russi nell’attuale guerra contro l’Ucraina”, si legge in una dura dichiarazione del Ministero degli esteri di Kyv, riportato anche su social come X/Twitter. Nella comunicazione si legge ancora: “Prendendo parte a un festival che raccoglie le voci e i sostenitori di Putin, Allena ha scelto di chiudere gli occhi di fronte alle atrocità che la Russia commette ogni giorno in Ucraina ormai da undici anni”.

La reazione dello stesso Woody Allen non si è fatta attendere: “Se si parla del conflitto in Ucraina, sono fermamente convinto che Vladimir Putin sia nel torto. La guerra che ha causato è spaventosa”, si legge in una dichiarazione rilasciata al quotidiano britannico Guardian: “Tuttavia, al di là di quello che i politici hanno fatto, non credo che tagliare ogni conversazione artistica sia un modo utile per aiutare”. L’intenzione di Allen, dunque, è quella di ribadire la sua contrarietà alla guerra pur mantenendo aperti i canali di dialogo con gli interlocutori in Russia. Resta da capire se effettivamente questo suo avvicinamento si tradurrà in un’opportunità filmica. Gli ultimi suoi due film, Rifkin’s Festival del 2020 e Un colpo di fortuna del 2023, sono stati prodotti rispettivamente in Spagna e in Francia, data la crescente difficoltà di individuare finanziatori negli Stati Uniti dopo la fine tempestosa del suo accordo con Amazon e il riemergere negli ultimi anni delle accuse di molestie nei suoi confronti.

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