venerdì, Agosto 29, 2025

Cina, cosa c'è nell'arsenale high-tech con Pechino si prepara a combattere la guerra del futuro

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Taipei – La Cina si prepara a uno degli eventi militari più attesi e carichi di significato politico degli ultimi anni. Il 3 settembre, in piazza Tiananmen, la Cina celebrerà l’80esimo anniversario della vittoria contro il Giappone nella Seconda Guerra Mondiale con una spettacolare parata militare che non è solo un rito di memoria storica, ma un messaggio rivolto al mondo intero a cui si si segnala di essere pronti alla guerra del futuro.

Alla cerimonia presenzieranno il presidente Xi Jinping e diversi leader e funzionari stranieri, tra cui spicca Vladimir Putin. La presenza del presidente russo avrebbe già spinto diversi ambasciatori europei a valutare l’ipotesi di disertare l’evento, nel timore di contribuire alla legittimazione internazionale del Cremlino in un contesto di guerra ancora aperta in Ucraina.

Le cose da sapere

Le nuove armi cinesi: tra deterrenza e messaggi strategici

La parata durerà circa 70 minuti e vedrà sfilare 45 formazioni e scaglioni lungo Chang’an Avenue, nel cuore di Pechino. Xi Jinping, in qualità di comandante supremo delle forze armate, passerà in rassegna le truppe prima della marcia in piazza. Saranno coinvolti oltre 10mila militari, più di 100 velivoli e centinaia di mezzi terrestri.

Il tema ufficiale è la celebrazione della pace e della giustizia internazionale, ma il contenuto reale sarà la dimostrazione della capacità dell’Esercito popolare di liberazione (Epl) di combattere guerre ad alta tecnologia nei nuovi domini strategici: cyberspazio, spazio extra-atmosferico, guerra elettronica e ipersonica. Secondo le informazioni trapelate dalle prove generali e dalle fonti ufficiali cinesi, saranno esibiti oltre 100 modelli di sistemi d’arma, tutti di produzione nazionale e già in servizio operativo.

I nuovi missili anti-nave

Tra le armi più attese ci sono i nuovi missili anti-nave della serie YJ (Ying Ji, “Colpo d’aquila”), siglati YJ-15, YJ-17, YJ-19 e YJ-20. Si tratta di sistemi concepiti per una missione precisa: neutralizzare le grandi unità navali statunitensi, in particolare le portaerei, cuore della supremazia americana nel Pacifico. Questi vettori si inseriscono nella strategia cinese di A2/AD (Anti-Access/Area Denial), cioè la creazione di “bolle difensive” in grado di impedire o rendere troppo rischioso l’accesso delle flotte nemiche al Mar Cinese Meridionale, allo Stretto di Taiwan e al Pacifico occidentale.

La Cina ha sviluppato negli ultimi decenni una vasta gamma di missili anti-nave, spesso partendo da tecnologie sovietiche, per poi superarli con design autoctoni, sin dal YJ-8 degli anni Ottanta, derivato dagli Exocet francesi. Con la nuova serie, la Cina punta a un salto qualitativo ulteriore, combinando furtività, velocità ipersonica e intelligenza artificiale.

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