domenica, Agosto 31, 2025

Sole, Ibm e Nasa hanno creato un gemello digitale della nostra stella

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Durante i test, Surya ha dimostrato la sua versatilità nell’integrare i dati provenienti da altri strumenti, come la Parker solar probe e il Solar and Heliospheric observatory (Soho), altri due veicoli spaziali che osservano il Sole. Il modello si è anche rivelato capace di prevedere l’attività dei brillamenti e la velocità del vento solare.

Ibm afferma che mentre i modelli di previsione tradizionali non possono pronosticare un brillamento un’ora prima che si verifichi sulla base dei segnali rilevati in regioni specifiche del Sole, Surya ha previsto per la prima volta l’evento con due ore di anticipo utilizzando informazioni visive. Nei test iniziali, il modello ha fatto registrare “un miglioramento del 16% nella precisione della classificazione dei brillamenti solari, un notevole miglioramento rispetto ai metodi esistenti”, ha dichiarato l’azienda.

Anticipare le minacce provenienti dal Sole

La Nasa sottolinea che, sebbene il modello sia stato progettato per studiare l’eliofisica, la sua architettura è adattabile a diversi campi, dalla scienza planetaria all’osservazione della Terra. “Sviluppando un modello di base addestrato sui dati eliofisici della Nasa, stiamo rendendo più semplice analizzare le complessità del comportamento del Sole con una velocità e una precisione senza precedenti – ha dichiarato Kevin Murphy, responsabile di data science dell’agenzia spaziale statunitense –. Questo modello consente di approfondire la nostra comprensione di come l’attività solare influisce sui sistemi e sulle tecnologie critiche da cui tutti noi dipendiamo qui sulla Terra”.

Il rischio rappresentato dalle attività anomale che coinvolgono il Sole non è trascurabile. Una forte tempesta solare, per esempio, potrebbe influire direttamente sulle telecomunicazioni globali, causare il collasso delle reti elettriche e disturbare la navigazione gps, il funzionamento dei satelliti, le connessioni internet e le trasmissioni radio.

Andrés Muñoz-Jaramillo, capo scienziato del progetto e fisico solare presso il Southwest research institute di San Antonio, ha spiegato che l’obiettivo di Surya è quello di individuare questi scenari con maggior anticipo. “Vogliamo dare alla Terra più vantaggio possibile. La nostra speranza è che il modello abbia appreso tutti i processi critici alla base dell’evoluzione della nostra stella nel tempo, in modo da poter estrarre informazioni utilizzabili”.

Questo articolo è apparso originariamente su Wired en español.

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