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Insomma Judd Apatow da sempre prende in giro il mondo di cui fa parte, sa guardarsi in giro, è capace di notare le assurdità che lo circondano (e da cui spesso non è esente), e Netflix ha solo che piacere a ridere assieme a lei e ai suoi abbonati puntando il dito contro i franchise. Nasce così Nella bolla, film di due ore che racconta di una troupe cinematografica al lavoro su Cliff Beasts 6, ennesimo capitolo di una saga di cui non capiamo moltissimo, ma che coinvolge elementi di successo da tanti franchise: il grandissimo uso di green screen per ambientazioni fantastiche, il gruppo eterogeneo di persone alle prese con un’avventura, la presenza di mostri ricorrenti (nel sesto hanno anche le ali!) e una serie di temi ambientalisti un tanto al chilo. Per aumentare il divertimento Netflix ha anche diffuso un teaser trailer di questo finto film nel film, come se fosse vero.
La trama vuole che per girare Cliff Beasts 6 attori e troupe debbano rinchiudersi in una gigantesca magione in Inghilterra. Lì, in una bolla da cui nessuno è autorizzato ad uscire, sì svolge il film di Apatow, la cronaca di come attori vanitosi vengano vessati da una produzione spietata, di come un regista indipendente arrivato al successo con un franchise milionario sia peggio dei peggiori registi commerciali, di come vendette, sfruttamenti e massimizzazione dei profitti calpestino qualsiasi dignità e qualsiasi possibilità di relazione umana. Nella bolla è insomma una satira dell’industria dell’intrattenimento al livello più alto possibile oggi, quella miliardaria, infiltrata da star di Tik Tok, gestita da remoto. E tutto è più o meno vero. Non è un mistero infatti che l’ispirazione sia la vera lavorazione di Jurassic World – Il dominio (una saga per l’appunto con dinosauri, luoghi esotici in computer grafica, un gruppo di persone in un’avventura ecc. ecc.) che davvero durante la pandemia è andata avanti in un luogo remoto e isolato da cui nessuno poteva fuggire.