lunedì, Settembre 1, 2025

Giubileo degli influencer cattolici, ci siamo stati e sinceramente ci aspettavamo qualcosa di più

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Il Giubileo degli influencer cattolici e dei missionari digitali si può riassumere in uno scatto, o meglio in un reel. Decine e decine di telefoni che filmano il discorso – a sorpresa – di Papa Leone XIV. La presenza del pontefice all’evento organizzato per il 28 e il 29 dal Vaticano nell’ambito del giubileo dei giovani non era affatto scontata: per questo, tutti gli influencer di Gesù sono rimasti con la bocca aperta e l’iPhone in modalità videocamera quando l’hanno visto arrivare. In fondo, fare content davanti a un grande evento è il modo migliore per manifestare il proprio giubilo, di questi tempi. Ma non c’è stato solo questo: l’incontro dedicato ai creator di Gesù è stata anche il modo per tastare con mano che esiste una nuova nuova nicchia che si muove tra TikTok e Instagram: quella di chi evangelizza da uno schermo verticale.

Tante messe, pochi TikTok, per fortuna c’è Padre Guillherme

Abbiamo trascorso due giorni intensi, anche un po’ stranianti, nel capire se quello che stavamo vivendo fosse vero o fosse un reflusso adolescenziale dei sabati dell’adolescenza vissuti tra il catechismo e l’oratorio. Di una cosa, però, siamo certi: ci aspettavamo più TikTok e meno liturgia. Non ce ne voglia la Santa Sede, ma un evento dedicato a un modo nuovo di annunciare la Parola di Dio che poi si reallizza comunque “alla vecchia maniera” ha forse poco senso di esistere, perché tradisce il suo intento iniziale. Ed è un peccato perché oltre al martellante inno scelto per l’evento “Todos” o in italiano “Tutti, tutti” (una specie di “Tutta l’Italia” di Gabry Ponte che mixa un po’ di frasi del papa a un ritornello multilingue), si poteva osare un po’ di più. Incontri frontali, celebrazioni vecchio stile, una preghiera su Zoom che ci ha ricordato un po’ tristemente il periodo del Covid. Vero, forse non siamo tanto abituati a seguire i sacerdoti star del web a celebrare messa, non perché non lo facciano, ma perché non attirato la nostra attenzione solo per il loro essere preti. Avremmo voluto vederli più in azione, avere lo spazio di filmare e spararsi selfoni con Papa Leone. Alla fine se tutto resta uguale a com’era prima, cosa cambia davvero? Domanda che vale per tutto, figuriamoci per l’istituzione più antica del mondo. A regalare un po’ di quel sano trash che fa subito engagement e interazioni è stato il Festival serale: qui un grazie lo dobbiamo dire a Padre Guillherme, il sacerdote dj portoghese, che droppa le sue hit da discoteca remixando inni più o meno sacri, mentre sullo schermo alle sue spalle scorrono effigi di crocifissi e Madonne del mondo. Davvero un bello spettacolo.

Al Giubileo degli influencer cattolici bbiamo incontrato i “preti fighi”, ma non solo

Così, visto che i missionari digitali e influencer cattolici erano più ospiti che protagonisti avendo sostanzialmente solo la possibilità di concedersi per qualche selfie con i loro follow…ops fedeli, ce li siamo andati a cercare per farci raccontare cosa ne pensassero dell’evento e di quanti Atti di dolore si danno solitamente a chi pecca di ghosting. O più semplicemente di quanto dev’essere complicato nel 2025 schiacciare il tasto Rec e parlare di Gesù. Come si fa nei grandi show, prima di passare alle star di casa nostra, partiamo dagli ospiti internazionali. A monopolizzare la scena del dietro le quinte del giubileo dedicato agli evangelisti di TikTok è stato sicuramente Padre Manuel, indiano, vive in Austria: 460 mila follower su Instagram. Berretto da baseball, saio francescano, e quell’energia di chi ha visto “Sister Act 2” centinaia di volte fino a consumare il nastro del VHS. Durante il pranzo improvvisa beat e cattura l’attenzione di tutti i giornalisti presenti che iniziano a litigarselo pur di fargli fare un TikTok (giustamente, erano lì per quello). “Sui social condivido video divertenti e posto brani rap che canto – dice a Wired -. L’intenzione è quella di diffondere pace e l’amore di Gesù che ho incontrato nella mia vita. Le persone hanno notato questa gioia dietro i mie video e mi chiedono perché lo faccia, ancor di più perché sono un francescano. La risposta che dò è perché la gioia che arriva da Gesù all’umanità”. Ma dopo la frizzantezza che ci ha trasmesso il frate rapper, è arrivato il momento della tirata d’orecchie da parte di don Giuseppe Fusari e Don Cosimo Schena. Il motivo? Avevano di fronte a loro l’autore di questo pezzo,che non gli è piaciuto più di tanto. Nessuna penitenza però, con loro abbiamo avuto modo di chiarire che la forma dei loro contenuti, che è fatta proprio per catturare l’occhio del pubblico dei social, non può essere associata alla sostanza dei loro messaggi. “La nostra attività è essere preti – spiega Fusari -, per noi era importante portare qualcosa nel mondo. I modi sono cresciuti negli anni con le tecnologie nuove”. “Siamo nella società dell’immagine – aggiunge don Cosimo Schena -, nei social è l’immagine che arriva prima, è vero, ma se può essere utile ad avvicinare le persone a Dio ben venga”.

Entrambi però, ci tengono a precisare che la narrazione dei “preti fighi” non gli appartiene. “Ho cominciato molto da lontano – aggiunge Fusari, definito dalla stampa il prete culturista -. Ho iniziato postando cose di palestra, l’obiettivo era quello di andare dove non c’è nessuno che parla del Vangelo, mi sono buttato molto fuori. Era un progetto che mi piaceva, ma non funzionava, perché l’immagine era troppo forte rispetto al resto. Ho lasciato perdere e sono ripartito, però la mia intenzione è sempre stata quella: rivolgermi alla parte meno raggiungibile”. Gli fa eco Schena: “Quando ho iniziato mi sono accorto che in tv ci sono sempre notizie negative – ha detto -, quando parlo sui social, non sono lì a fare le sfilate ma porto un messaggio, anche come psicologo e psicoterapeuta. Cerco di motivare le persone a riscoprire Dio e anche sè stessi”.

Il fenomeno Benedetta Palella

Instagram content

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Scambiato un segno di pace con i due don, abbiamo parlato anche con Benedetta Palella. Venticinque anni, di Trani, racconta la sua vita dedita alla fede su TikTok dove conta oltre 100 mila follower e video che superano il milione di visualizzazioni. Nei suo contenuti parla della sua routine legata al suo modo di vivere la spiritualità, realizzando delle live in diretta in cui dice il Rosario. Sembra un format consolidato, ma non lo è. A Wired, spiega che non c’è nessuno a cui si si ispira, ma che comunque una qualche ispirazione la riceve: “Dico sempre: prego prima, poi quello che ne viene dopo, se video o dirette, è opera dello Spirito Santo: è lui che illumina, è lui che ci fa fare tutto e non c’è ispirazione da nessuno. Semplicemente quello che sento nel cuore, va”.

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