venerdì, Agosto 29, 2025

Bonus elettrodomestici 2025, cosa si può comprare e come fare domanda

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Mancano le ultime limature al decreto interministeriale che identifica i dispositivi che le famiglie italiane potranno acquistare beneficiando del bonus elettrodomestici 2025. La misura a sostegno dell’acquisto e del ricambio di prodotti di elettronica per la casa è contenuta nel decreto bollette 2025, entrato in vigore il 30 aprile e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno precedente, che introduce una serie di misure per alleggerire l’impatto del caro energia su famiglie e imprese. Tra cui un nuovo bonus per la sostituzione degli elettrodomestici con modelli ad alta efficienza.

Cosa sappiamo finora

Cosa si può comprare con il bonus

Come spiegato da Il Sole 24 Ore, sono sette le categorie di elettrodomestici che potranno ricadere sotto le spese sussidiate dal bonus governativo. Lo schema include: lavatrici e lavasciuga di classe energetica non inferiore alla A; forni almeno di classe A; cappe da cucina almeno di classe B; lavastoviglie di classe non inferiore alla C; asciugabiancheria almeno di classe C; frigoriferi e congelatori di classe non inferiore alla D; piani cottura conformi ai limiti previsti dal regolamento Ue 2019/2016.

Per facilitare la comunicazione dei modelli ammessi, si propone di compilare un elenco consultabile online. E di aggiornarlo costantemente.

Come funziona il sussidio

Come si articola il bonus elettrodomestici 2025? Innanzitutto, l’agevolazione viene erogata sotto forma di sconto in fattura da parte del venditore. Inoltre, l’erogazione del bonus è legata alla rottamazione di un elettrodomestico, della stessa tipologia ma di classe energetica inferiore. Il governo giustifica questa misura anche per migliorare i consumi energetici delle famiglie, adottando elettrodomestici più efficienti.

Per esempio: rottamo un forno di classe B per comprarne uno di classe A. L’incentivo non copre l’intero costo del prodotto, ma fino al 30% e comunque con un tetto limite di 100 euro per ciascun dispositivo. Questa soglia viene raddoppiata a 200 euro se la famiglia di chi acquista dimostra di avere un Isee (un indicatore della situazione economica complessiva del nucleo familiare) inferiore ai 25mila euro anno. Attraverso il bonus si può comprare un solo elettrodomestico.

Infine, occorre tenere a mente che le risorse sono limitate. Per il bonus elettrodomestici 2025 il governo ha stanziato 50 milioni di euro complessivi. Quindi l’agevolazione verrà erogata “rispettando l’ordine temporale di presentazione delle istanze”, si legge nel decreto, e “il suo riconoscimento è subordinato all’effettiva disponibilità di risorse finanziarie”. Detto altrimenti: vale l’ordine di arrivo. Chi prima compra e fa domanda, avrà maggiori chance di accedere al sussidio.

Come fare domanda su PagoPA

Anche la dinamica di ottenimento del bonus elettrodomestici è da studiare. Il governo intende appoggiarsi a PagoPA, la piattaforma online dei pagamenti verso la pubblica amministrazione, e organizzare una sorta di click day per raccogliere tutte le domande, stabilire l’ordine di arrivo e distribuire i fondi.

A PagoPA si accede utilizzando Spid, il sistema di identità digitale, o la carta di identità elettronica. La piattaforma incrocerà i dati con quelli dell’Isee per stabilire la soglia di aiuto a cui ciascun richiedente può accedere e, se la domanda verrà accolta, genererà un voucher nominativo associato al codice fiscale, da presentare in negozio per ottenere lo sconto in fattura al momento dell’acquisto. Il voucher non avrà una durata illimitata, ma una data di scadenza. Se non lo si usa entro quel giorno, bisognerà rifare richiesta di bonus.

I tempi di richiesta

Perché partano gli incentivi, occorre attendere la firma del decreto interministeriale, coordinato dal ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) e contro-firmato da quello per l’Economia e le finanze (Mef), che deve garantire le coperture. Solo quando lo schema sarà siglato, il governo comunicherà i tempi per procedere alla presentazione delle domande per ottenere il bonus. È verosimile immaginare quindi che non si potrà fare richiesta già da settembre, come inizialmente previsto dai tempi del decreto bollette, ma attendere altri mesi per la finalizzazione delle procedure burocratiche.

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