domenica, Agosto 31, 2025

No Other Choice, il nuovo film di Park Chan-wook presentato a Venezia è eccezionale

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Come tutti i film recenti di Park, c’è una densità di elementi, livelli di lettura e dettagli in gioco che è molto complicato riportare ma è eccitante da guardare. Per dare un’idea: la caccia del protagonista ai suoi rivali si svolge mentre ha un dente malato che gli fa male, ed è facile vederci una parte di sé che sta marcendo in questa impresa; tutte le mogli di questi dirigenti rivali, che sono derelitti tanto quanto lui, sono vogliose e insoddisfatte, come se l’assenza di lavoro e la mancanza di prospettiva li rendesse impotenti; la casa di design nasconde qualcosa come quella di Parasite, nasconde il rimosso del benessere imperante; ci sono dei cani di cui la famiglia si deve liberare perché non possono più mantenerli, che introducono la sottotrama dei figli che culminerà con un insegnamento ad approfittarsi degli amici, ucciderli metaforicamente come il padre fa con i rivali; le inquadrature delle videochiamate prevedono sempre qualcosa nello sfondo che il chiamante non vede, nascosto e segreto in modi mai visti, e via dicendo. Ogni inquadratura ha qualcosa in più del normale, anche solo quando il protagonista vuole gettare un vaso da un tetto per uccidere qualcuno, questo gli perde un po’ d’acqua addosso portando la storia altrove.

È un trionfo di cinema e stimoli. Tutto all’interno di una commedia, genere che i più pigri intendono come non per forza legato a una regia forte, ma più dipendente da scrittura e recitazione, e che invece Park dimostra di poter trasformare nell’apoteosi dell’umorismo registico. Ci sono gag costruite con un suono che compare a un certo punto, con un dialogo che non si sente perché la musica è troppo alta, con una colluttazione disegnata per far ridere o ancora con un’inquadratura che pone i protagonisti in una posizione che, visti i loro rapporti di forza, fa ridere. Così facendo non c’è solo la gag in sé ma anche un senso più grande che scatena la risata. Stando alla trama, dovremmo vedere una serie di goffi tentativi di omicidi e poi di nasconderli; nella pratica, ogni scena è costruita in modo che le immagini raccontino il grottesco portato dal benessere, il ridicolo dei timori sociali. È una maniera di far interagire scrittura, video e audio in modi proficui, per tenere sempre sveglia la testa di chi guarda, sempre intenta a decodificare qualcosa, notare un dettaglio o ridere di un suono.

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