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Con le sigle FP1, FP2 e FP3 si intendono le tre sessioni di prove libere (free practice) che si tengono il venerdì (mattina e pomeriggio) e il sabato mattina, mentre le prove ufficiali sono suddivise in tre momenti, Q1, Q2 e Q3, le tre fasi a eliminazione che definiscono la griglia di partenza del gran premio.
Il format cambierà in occasione delle Sprint Race, le gare di 100 chilometri che definiranno la griglia di partenza del gran premio di domenica (con pole position assegnata il venerdì pomeriggio). Gli appuntamenti saranno tre, sui circuiti di Imola, Spielberg (Austria) e Interlagos (Brasile), e a differenza dello scorso anno in cui a prendere punti erano solo i primi tre classificati, quest’anno saranno i primi otto a conseguire punti, in maniera decrescente da 8 a 1.
In occasione del Gran Premio di Monza dello scorso anno abbiamo capito l’importanza dell’Halo, l’anello in titanio che corre sopra l’abitacolo attorno alla testa del pilota (non a caso, tradotto, significa aureola) e che serve a proteggerlo in caso di incidenti come quello tra Hamilton e Verstappen. Un altro dispositivo utilizzato dai piloti è l’Hans, acronimo di Head And Neck Support, un sistema di cinghie e collari indossato insieme al casco e che serve per ridurre la probabilità di fratture alla colonna vertebrale in caso di impatti violenti contro le barriere.
L’incidente tra Verstappen ed Hamilton nel Gran Premio di Monza dello scorso anno
Florent Gooden / IPA