domenica, Agosto 31, 2025

La storia del musicista italiano che ha composto la colonna sonora di Puma Street Soccer

Must Read

Questo articolo è stato pubblicato da questo sito

(La copertina della ristampa della colonna sonora di Puma Street Soccer di Vanni Miele)

Il mondo delle musiche legate ai videogiochi sta tornando ad avere un certo peso e la giusta riconoscenza. Un po’ anche grazie alla diffusione di generi musicali strettamente collegati a quel mondo, come il Nintendocore o la chiptune, che intorno agli anni 2000 ebbero un certo risalto nel mondo indipendente, e un po’ anche per le crescenti collaborazioni di musicisti e produttori contemporanei a grandi videogiochi: Alain Johannes, Alessandro Cortini e Norm Block per Tom Clancy’s Ghost Recon Breakpoint o Flying Lotus per GTA V. Insomma, c’è un mondo che troppo spesso rimane in ombra. E c’è anche molta Italia nella storia sonora videoludica degli anni 90 e 2000. Vanni Miele, compositore e musicista nato a Telese Terme in provincia di Benevento, è uno dei nomi che in questo immaginario musicale e digitale dedicato al gaming si è tolto molte soddisfazioni. Una di queste risponde al nome di Puma Street Soccer, il videogioco pubblicato dalla Sunsoft nel 1999 per PC e Playstation, e uno dei suoi fiori all’occhiello nelle sue produzioni elettroniche. Non è l’unico, ovviamente, ci sono anche Chris Kamara’s Street Soccer, R-Type e Wing Commander Prophecy tra gli altri nomi. In occasione della ristampa del disco per l’etichetta Bulbless! – che possiamo ascoltare qua sotto in anteprima su Wired Italia – e che contiene sia le musiche di Puma Street Soccer che come bonus track quelle di Chris Kamara’s Street Soccer e R-Type, ci siamo fatti raccontare da Vanni Miele come è arrivato negli anni 90 a comporre musica per videogame, perché come gli dicevano i dirigenti Sunsoft: “Tu non sei un musicista, tu sei un sound designer”.

Content

This content can also be viewed on the site it originates from.

Com’era percepita la composizione musicale per i videogame quanto hai iniziato?

“Quando ho iniziato questa avventura tutti pensavano alla musica dei videogiochi come a suoni piccolini, di dimensioni ridotte, che poi erano un po’ i suoni iniziali del gaming. Invece è un mondo pazzesco dove devi accettare una sfida: spingere il giocatore a non abbassare la musica mentre gioca. Devi fare qualcosa che non dia fastidio e che sia un plusvalore per il gioco. Questa è la prima sfida: cercare di trovare l’interazione giusta tra il gioco e il giocatore, mediando tra i due”.

Il tuo background è quello di un musicista classico, vero?

“Sì, il mio primo diploma è in contrabbasso e il mio primo insegnante è stato Rino Zurzolo, contrabbassista di Pino Daniele, e successivamente siamo diventati amici – è venuto a mancare nel 2017. Il maestro con il quale mi sono diplomato era il primo contrabbasso del Teatro dell’Opera di Roma. Quindi puoi immaginare l’impostazione classica e accademica anche se lui era modernissimo, però non avrebbe capito il basso elettrico o il rock, i Bisca, le serate al Diamond Dogs, i 666, i Walhalla e tutta la Napoli wave che c’era negli anni 80. Nel film Blues Metropolitano ci sono tutti questi gruppi, e anche il mio gruppo, gli Zou Da Party”.

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
Latest News

Perché WhatsApp Pay ha fallito in India

Se c’è una nazione che da tempo (vedi il sistema di pagamento Upi, sviluppato dal governo e ampiamente diffuso...
- Advertisement -spot_img

More Articles Like This

- Advertisement -spot_img