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Anche Marcelo, a poco a poco, si sta riavvicinando alla città che aveva lasciato. «Staccarsi è stato necessario», dice, «ma sto tornando a mettere la base qui. Ho mio marito qua, il marchio qua, sicuramente mi piacerebbe passare più tempo qua di nuovo. E poi stiamo lavorando all’apertura del negozio, che sarà un po’ la mia casa, il mio rifugio».
Cosa rimane dei rapporti cresciuti in questi dieci anni? Meno amicizie, più sincere. «Le amicizie vanno coltivate, vanno innaffiate come le piante», risponde. E dei contrasti passati, anche con un certo sistema moda? «Non me ne frega niente», dice tranquillo. Forse guarda indietro un po’ più a fondo, perché aggiunge: «Nel rispetto delle cose e delle persone io ho sempre fatto della mia passione il mio lavoro e quindi non ho dovuto stare alle regole del sistema, ma creare le mie regole». Continua: «Ma io non è che mi sono detto: adesso cambio le regole. Io ho continuato a vivere come ho sempre fatto è mi è venuto tutto naturale. Io ho sempre parlato a un pubblico di nicchia, a un pubblico indipendente, ho lavorato per giornali indipendenti, per stilisti indipendenti, e all’inizio era così anche con il mio marchio. Poi il marchio è diventato popolare, commerciale, però comunque l’ho sempre guidata io la mia storia».
Dieci anni e una sfilata speciale non sono allora un bel modo di dire ciao, e grazie di tutto, ma il contrario. Tipo che sta tornando? Dice: «Sono già tornato».