sabato, Agosto 30, 2025

La California fa causa a Google per aver abusato dei dati di localizzazione degli utenti

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Google affronta ancora una volta questioni spinose relative alla privacy degli utenti. Di recente, infatti, il colosso tecnologico ha raggiunto un accordo del valore di ben 93 milioni di dollari con il procuratore generale della California, a seguito di una causa riguardante le opzioni ingannevoli e fuorvianti per la gestione dei dati di localizzazione. Stando a quanto riportato dai documenti ufficiali, Google avrebbe promesso agli utenti che potevano scegliere se o quante informazioni relative alla loro posizione sarebbero state utilizzate dalla società per indirizzarli verso una pubblicità personalizzata, senza davvero mantenere la promessa fatta.

Nonostante abbia più volte ribadito di aver disabilitato la cronologia delle posizioni degli utenti su Google Maps per impostazione predefinita, infatti, il colosso ha continuato a registrare la localizzazione di chi utilizza app e servizi Google. Lo scopo? Proporre agli utenti annunci pubblicitari profilati sulla base delle loro ricerche e dei loro interessi, così da incrementare le spese degli inserzionisti e i propri guadagni. Un meccanismo che funziona bene anche se Google offre agli utenti la possibilità di scegliere se visualizzare o meno annunci personalizzati. Anche se la vostra scelta ricadesse sul no, infatti, la società acquisirebbe comunque dati relativi alla vostra posizione.

Considerato questo, non c’è da stupirsi che Google abbia accettato di pagare una somma ingente a seguito della denuncia della California, né che si sia reso disponibile per apportare alcune modifiche ai servizi di localizzazione e alle comunicazioni risultate ingannevoli. Tra queste, l’aggiunta di informazioni quando si abilitano le impostazioni dell’account relative alla posizione, una maggiore trasparenza sul monitoraggio della localizzazione, l’introduzione di alert che ricordano agli utenti che i loro dati saranno utilizzati per la personalizzazione degli annunci e molto altro ancora. Una serie di piccoli accorgimenti che saranno implementati – solo ed esclusivamente – in California nei prossimi giorni, così da tranquillizzare il procuratore federale e da rassicurare gli utenti preoccupati per la privacy. Ma cosa succeder, invece, nel resto del mondo?

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