giovedì, Agosto 11, 2022

Social network, le storie sono ovunque: chi vince la sfida dei numeri?

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WhatsApp ha da pochi giorni annunciato la novità dello Stato, con cui si può creare una specie di storia con foto, video e gif che scompariranno dopo 24 ore. Un po’ come succede, dal 16 febbraio, su Facebook, dove è possibile caricare video e foto che scompariranno dopo 24 ore. Un po’ come succede su Instagram. Un po’ come succede su Snapchat.

Da sinistra: le storie su WhatsApp, Facebook, Instagram, SnapchatDa sinistra: le storie su WhatsApp, Facebook, Instagram, Snapchat. Trova le differenze

Eh sì, ormai si ha a disposizione diverse piazze per mostrare le proprie storie. Le funzioni, almeno a livello base, sono praticamente identiche. Resta da capire come e se le mosse di Menlo Park cambieranno gli equilibri del settore.

In casa Facebook il focus è stato spostato ormai da tempo in modo consistente verso i video, valorizzando la produzione di contenuto attraverso la fotocamera. Il trend è confermato anche dalle recenti novità introdotte proprio nella fruizione di video, come ad esempio l’attivazione in automatico del suono per i girati presenti nel NewsFeed (nel caso in cui l’audio sia attivo sul nostro telefono) o la particolare attenzione rivolta dalla piattaforma per i video verticali ottimizzati per mobile.

La nuova fotocamera è dunque un ulteriore passo in questa direzione. Creare contenuti divertenti e leggeri è davvero semplice: basta una mossa a sinistra e un semplice tap per attivare oltre 40 effetti o filtri personalizzati.

Facebook Stories Lenses

La novità per Mark e soci arriva a sei mesi di distanza dal lancio della praticamente stessa novità su Instagram. Dal lontano 2 agosto del 2016, le Stories ne hanno fatta di strada: 150 milioni di utenti attivi giornalieri, un autentico uragano all’interno del mercato.

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A farne le spese è stato soprattutto Snapchat: secondo una ricerca condotta dal piattaforma di social media analitycs Delmondo, tra agosto e novembre dello scorso anno il numero di utenti unici a livello globale del fantasmino giallo è crollato del 40%. In netto calo anche i contenuti delle star, che hanno registrato un taglio in termini di visualizzazioni tra il 15 e il 30%. Dati importanti per chi fa delle propria audience il motivo principale del proprio successo.

Tempi duri, anzi durissimi quindi per Snapchat. L’arrivo dei contenuti effimeri su Facebook infatti rappresenta una sfida complicata per Evan Spiegel, chiamato oggi più che mai a ritrovare lo spirito innovativo e avanguardista che ha sempre caratterizzato l’app di Los Angeles. Gli sforzi sono stati concentrati nell’ultimo periodo soprattutto su Spectacles; un investimento che, per stessa ammissione dell’azienda, non ha fino a questo momento portato i ricavi sperati, ma che sicuramente catalizza le maggiori attenzioni degli uomini di Snapchat.

Gli occhiali sono acquistabili online (solo negli USA) da qualche giorno al costo di circa 130 dollari. Molto interessante la modalità di Try On del prodotto (effettuata attraverso un filtro nativo dell’applicazione stessa e attivabile direttamente dallo stesso sito di prodotto, come vedete nell’immagine), ma le ultime scelte sembrano allontanare la piattaforma dalle sue origini in ambito di messaggistica. Più Spectacles e meno Snap? Possibile, anche se le sorprese quando si tratta di Spiegel sono sempre dietro l’angolo.

Spectacles Snapchat

C’è da considerare inoltre che Facebook, Instagram e Snapchat hanno audience completamente differenti. Lo stesso video divertente e imbarazzante infatti può essere pubblicato con modalità similari su tutte e tre le piattaforme, ma siamo sicuri che le persone abbiano voglia di far vedere quel contenuto a tutti gli amici con cui sono in contatto? Oppure sceglieranno con cura la piattaforma, in funzione del potenziale pubblico?

Certo Snapchat ha bisogno ora più che mai di evolvere i propri servizi e l’esperienza garantita agli utenti. Gli elementi di differenziazione rispetto ai competitor sono ormai praticamente scomparsi, proprio come i contenuti che Spiegel ha lanciato per primo qualche anno fa.

Non è ancora tempo di dichiarare la morte di una o dell’altra app, per ora è solo il momento di raccontare più Storie possibili alle persone giuste. Siano esse su Facebook, Instagram, WhatsApp o Snapchat.

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