mercoledì, Maggio 22, 2024

Per Tim Cook le nuove regole antitrust di Europa e Stati Uniti mettono a rischio la sicurezza degli utenti Apple

Must Read

Questo articolo è stato pubblicato da questo sito

image

Tim Cook ha strappato applausi alla platea ricordando il lavoro positivo che l’azienda ha fatto per promuovere anche le legislazioni americane sulla privacy, lodando la qualità del regolamento Gdpr europeo ed evidenziando il bisogno che qualcosa del genere venga creato anche negli Stati Uniti.

Invece, il rischio secondo Tim Cook è nella mancanza di controlli che espone gli utenti alle app predatorie: Cook ha citato app di tracciamento per il Covid-19 presenti su Android che si è scoperto contenere dei ransomware (non l’italiana Immuni), mentre Apple continua a respingere tutte quelle che non possono dimostrare di avere determinati requisiti istituzionali.

Togliere l’opzione più sicura – ha detto Cook – lascerà agli utenti meno scelta, non di più. E quando delle aziende decideranno di lasciare l’App Store perché vogliono sfruttare i dati degli utenti, potrebbe esercitare una pressione significativa sulle persone affinché interagiscano con app store alternativi”.

In difesa del modello verticale

La strategia di Apple negli ultimi due-tre anni è stata sempre la stessa: l’azienda ha deciso che la principale difesa del suo modello integrato verticalmente, creato da Steve Jobs nel 2008 quando venne presentata la prima versione dell’App Store sostanzialmente uguale nel funzionamento all’attuale, ruoti attorno alla tutela degli utenti. L’idea, infatti, è che il modello di Apple non è un abuso di potere da monopolio perché Apple non è un monopolista (il mercato di iPhone è più piccolo del combinato dell’ecosistema Android, anche se ha delle aree di concentrazione molto forti su determinati segmenti di popolazione e paesi nel mondo), e che comunque le scelte di Apple sono guidate soprattutto dalla difesa di privacy e sicurezza degli utenti.

Al riguardo pochi mesi fa un dirigente di Apple, secondo la stampa statunitense, avrebbe detto chiaramente che il sideloading potrebbe causare attacchi di malware a milioni di americani sui loro telefoni.

Invece, i regolatori sostengono che costringere Apple a consentire l’installazione di app tramite Internet stimolerebbe la concorrenza e darebbe soddisfazione a quegli sviluppatori di app che affermano che le commissioni di Apple dal 15% al 30% per gli acquisti sull’App Store sono onerose ed eccessive. Infatti, se gli sviluppatori potessero distribuire app per iPhone senza passare dallo store di Apple, potrebbero fatturare direttamente i propri utenti senza pagare le commissioni di Apple e questo si rifletterebbe in maniera positiva sui prezzi.

Apple invece dice che il sideloading ridurrebbe il valore dell’ecosistema dell’iPhone perché l’azienda investe non solo negli strumenti e tecnologie messe a disposizione degli sviluppatori, ma controlla una per una anche tutte le app per iPhone nell’App Store attraverso un processo chiamato “App Review” che verifica il software per scoprire la presenza malware o di comportamenti truffaldini. Il sideloading, dice Apple, esporrebbe gli utenti ai malintenzionati e ai truffatori che avrebbero un incentivo per creare delle app che fingono di essere quelle legittime per frodare o derubare gli utenti.

Soprattutto, ammettere il sideloading secondo Tim Cook aprirebbe la strada al tracciamento selvaggio e quindi alla fine della privacy che priverebbe a sua volta le persone di uno dei diritti fondamentali

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
Latest News

Neuralink inserirà il suo chip nel cervello di un secondo paziente

Neuralink è pronta a inserire per la seconda volta il suo impianto cerebrale in un essere umano. Secondo quanto...
- Advertisement -spot_img

More Articles Like This

- Advertisement -spot_img