domenica, Luglio 3, 2022

Lightyear 0, abbiamo guidato l'auto che si ricarica con il Sole. Prime impressioni

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L’idea che sta alla base del progetto di Lightyear, azienda olandese fondata da alcuni studenti che hanno fatto parte del team del Solar Team Eindhoven che ha vinto diverse edizioni della World Solar Challenge, è molto semplice ed è quella di utilizzare l’energia del Sole per ricaricare le batterie di un’auto elettrica sfruttando pannelli integrati direttamente nella vettura. In questo modo non solo è possibile aumentare l’autonomia di un veicolo, ma pure diminuire la sua “dipendenza” dalle colonnine per il rifornimento di energia.

Partendo da questa idea e grazie alle competenze acquisite nello sviluppo delle vetture per la World Solar Challenge, la startup olandese aveva presentato nel 2019 la Lightyear One, il primo prototipo di una vettura a ricarica solare. Dopo diversi anni di sviluppo di cui vi abbiamo parlato più volte nel corso del tempo, all’inizio di giugno la società ha tolto i veli sulla Lightyear 0, sostanzialmente la versione di produzione della vettura a ricarica solare.


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Modello che, ricordiamo, sarà prodotto in soli 946 esemplari. Per Lightyear, questa vettura rappresenta una sorta di manifesto della tecnologia che è stata in grado di sviluppare. Si tratta di un punto di partenza per un ambizioso piano di crescita. Quanto imparato, infatti, sarà riversato in un futuro nuovo modello, chiamato al momento Lightyear Two, che sarà molto più accessibile e prodotto ad alto volume.

A distanza di un paio di settimane dalla presentazione della Lightyear 0, HDMotori è volato in Spagna per vedere da vicino questa nuova vettura elettrica a ricarica solare. Abbiamo avuto anche la possibilità di provarla, sebbene per pochi km, per saggiarne le sue potenzialità.

C’È UN PO’ DI ITALIA


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Il design della Lightyear 0 lo conosciamo bene visto che di questa vettura ne abbiamo scritto diverse volte. Il team di Lightyear, con cui abbiamo parlato molto, ha sottolineato il grande lavoro che è stato fatto per ottimizzare al massimo l’aerodinamica, con l’obiettivo di migliorare il più possibile l’efficienza dell’auto. Il risultato, dati alla mano, è un Cx di 0,19. Per esempio, la scelta di coprire parzialmente le ruote posteriori ha permesso di ridurre il consumo di energia dell’1,9%. Il particolare design aerodinamico dei cerchi delle ruote, invece, ha consentito una riduzione dei consumi di energia del 3,5%. Niente specchietti esterni tradizionali. Al loro posto, delle telecamere esterne che mostrano le immagini all’interno di due mini display presenti nell’abitacolo.

Questo lavoro di ottimizzazione dell’aerodinamica non ha pregiudicato lo spazio a bordo. All’interno dell’abitacolo possono salire e viaggiare comodamente 5 persone. Inoltre, grazie alla forma allungata dell’auto, il bagagliaio è davvero molto capiente. Lightyear dichiara una capacità di ben 640 litri.

L’auto è stata progettata da zero, partendo da un foglio bianco. In questo progetto c’è anche un po’ di Italia. Infatti, il design dell’auto è stato realizzato dalla Granstudio di Torino. Ricordiamo che la Lightyear 0 misura 5.083 mm lunghezza x 1.972 mm larghezza x 1.445 mm altezza. Il peso è di 1.575 kg.

Il tema della sostenibilità è poi molto importante per Lightyear. Per questo, sono stati utilizzati materiali sostenibili per l’abitacolo. L’infotainment presenta un display touch da 10,1 pollici e sono supportati gli aggiornamenti OTA.

SI RICARICA CON IL SOLE


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Lightyear 0 dispone di un powertrain composto da 4 motori elettrici, uno per ruota (efficienza del 97%). La potenza complessiva è di 130 kW. Parlando di prestazioni, la velocità massima è di 160 km/h, mentre per passare da 0 a 100 km/h servono 10 secondi. Le elettriche ci hanno abituato, in questi anni, a potenze e prestazioni importanti. La filosofia che sta alla base di Lightyear è, però, diversa. L’obiettivo è quello dell’efficienza, per poter offrire il massimo della percorrenza possibile.

Ad alimentare i motori, una batteria (NMC) da 60 kWh raffreddata a liquido che permette di disporre di una percorrenza fino a 625 km secondo il ciclo WLTP. La Lightyear 0, ovviamente, può essere ricarica in maniera tradizionale, da una comune colonnina. L’azienda, ufficialmente, fornisce le informazioni di ricarica in maniera differente rispetto a quanto vediamo solitamente. Invece di specificare la potenza in kW, fornisce il dato sulla percorrenza che è possibile recuperare con una ricarica di un’ora.

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Dunque, in corrente continua, è possibile recuperare fino a 520 km in un’ora. In ogni caso, abbiamo saputo che in corrente continua, la batteria può ricaricare fino ad una potenza massima di 50 kW. Parlando di efficienza, per questa sua vettura elettrica, Lightyear dichiara un consumo di appena 10,5 kWh per 100 km. Il dato ancora più interessante è che alla velocità di 110 km/h, l’auto è in grado di percorrere ancora 560 km con un pieno di energia. Se questi numeri saranno confermati dalle prove reali su strada, si tratterà di un risultato davvero notevole.

La tecnologia solare è ovviamente, il fiore all’occhiello di questa vettura. Lightyear ha lavorato molto su questo fronte, facendo, nel corso del tempo, importanti passi avanti. I pannelli fotovoltaici sono collocati sul cofano e sul tetto della vettura, per una superficie complessiva di 5 metri quadrati. In condizioni ottimali, l’impianto solare integrato permette di ricaricare la batteria ad una potenza massima di 1,05 kW.

Il tutto si traduce nella possibilità di poter disporre di un extra massimo di 70 km di percorrenza al giorno grazie all’energia del Sole. Secondo Lightyear, è possibile disporre mediamente di fino a 11.000 km aggiuntivi all’anno, ovviamente gratuiti. Sempre in condizioni climatiche ideali, come quelle della Spagna, ipotizzando il classico percorso medio giornaliero di 35 km, sarebbe possibile guidare per 7 mesi senza avere la necessità di ricaricare.

Lightyear ha fatto sapere che la sua tecnologia di ricarica solare sarà, in futuro, offerta anche ad altre aziende e costruttori di auto.

COME VA? PRIMA PROVA SU STRADA


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Fino a qui i freddi numeri. Ma come va davvero la Lightyear 0? Come accennato all’inizio, abbiamo avuto la possibilità di fare un breve test drive di questa nuova auto elettrica. Bisogna premettere che la vettura utilizzata non era ancora in versione definitiva. Alcuni aspetti devono essere ancora affinati. Le prime consegne, comunque, rimangono programmate per la fine dell’anno.

Che la vettura fosse ancora un “prototipo” lo si notava anche dalla presenza di alcuni elementi degli interni non definitivi e per il grande pulsante rosso che serve per “spegnere tutto” in caso di problemi.

Va detto subito che l’auto è molto spaziosa. Io supero i 180 cm di altezza e non ho avuto alcun problema a trovare la giusta posizione di guida (il sedile dispone di regolazioni elettriche). Nessun problema nemmeno per la testa o le gambe. Lo spazio, dunque, non mancava. Giudicare il comfort del sedile non è, invece, possibile visto che il test drive è durato appena una decina di km tutti su strada statale.

Gli specchietti retrovisori sono digitali. I display interni presenti nella vettura non offrivano una grande definizione ed erano forse anche un po’ troppo piccoli. La visibilità, dunque, non era il massimo. Tuttavia, come mi è stato detto, non sono quelli definitivi. Da questo punto di vista ci sarà un importante passo avanti.

Del sistema infotainment, basato su Android Automotive OS, non ho potuto saggiare tutte le funzioni visto che ancora non è completo. In ogni caso, le funzionalità legate ai consumi e ai dati di ricarica sono ben fatte. Molto belle le schermate che mostrano quanto il Sole sta contribuendo in termini di ricarica e quali sono i pannelli solari che, in quel momento, stanno generando energia elettrica. Ovviamente è presente un’app, già scaricabile su Play Store ed App Store che, al momento, fornisce solo alcune statistiche sull’autonomia e sulla ricarica del Sole. In futuro, ovviamente, arriveranno molte più funzioni.

Ma come va su strada? Il primo approccio è stato positivo. Con questa vettura si prende confidenza davvero in pochissimo tempo anche se si nota che alcune cose devono essere messe ancora a punto. Per esempio, lo sterzo risultava particolarmente duro in manovra.

Il tecnico che era con me, balia obbligatoria quando si provano i prototipi, mi ha spiegato che devono effettuare ancora diversi affinamenti ed ottimizzazioni al livello del powertrain, della frenata rigenerativa, dello sterzo e delle sospensioni. Bene la guida con un solo pedale che è una delle caratteristiche più interessanti delle auto elettriche: ho apprezzato questa caratteristica soprattutto in prossimità delle rotonde e di alcuni brevi tratti urbani e manca solo la messa a punto della rigenerazione, una taratura necessiaria perché durante la prova la potenza di recupero non ha mai superato i 26 kW.

Buona la reattività in accelerazione: l’auto non è certamente sportiva ed è pensata per l’efficienza, ma grazie alla potenza subito disponibile si guida piacevolmente. Ovviamente questo aspetto andrebbe ulteriormente approfondito su di un percorso differente e più lungo.

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Parlando dei consumi, la mia prova si è conclusa con 105,5 Wh/km. Un risultato promettente che mi piacerebbe approfondire con una prova più lunga.

Quanto hanno contribuito i pannelli solari? Il test drive è stato effettuato alle 8:20 del mattino con 21 gradi di temperatura esterna e il climatizzatore impostato a temperatura di comfort e sempre attivo. Con il Sole ancora basso, nei momenti migliori, i pannelli hanno generato una potenza di picco di circa 0,4 kW.

PREZZO


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Come accennato all’inizio, la Lightyear 0 sarà prodotta in 946 esemplari. Il costo è importante ed è pari a 250.000 euro. Si tratta, come ha evidenziato la società, di un’auto pensata per mostrare la tecnologia che sono stati in grado di realizzare.

Quanto imparato sarà poi riversato sui modelli futuri che saranno molto più accessibili. La Lightyear Two, infatti, dovrebbe arrivare sul mercato tra il 2024 e il 2025 ad un prezzo di partenza attorno ai 30.000 euro.

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