Questo articolo è stato pubblicato da questo sito
Le camere sono quindi oggi alleggerite, ariose e luminose, con vista sulla facciata del capolavoro Albertiano: grafici tessili d’autore di Rubelli per i tendaggi, ispirati al decoro della piazza su gamme di verdi intensi polverosi; antichi pavimenti in legno di recupero montati in grandi formelle geometriche e pregiati scrittoi artigianali in pelle sottolineano il senso di casa e descrivono, insieme a caminetti ornamentali e comodi sofà in tenui gamme di verdi, lo stile del The Place Firenze. Gli schermi video 8K a scomparsa nell’arredo, l’impianto di diffusione sonora comandato da domotica integrata negli arredi, conferiscono agli ambienti anche il giusto tech-touch contemporaneo.
“Nel tempo e nel suo percorso, l’ospitalità è diventata un’industria – spiega il direttore, Claudio Meli -. Non siamo noi, non siamo quell’idea di ospitalità. Siamo una bottega artigianale. L’Umanesimo è nato a Firenze, mettendo l’uomo al centro dell’Universo. Mettiamo gli ospiti al centro del nostro universo. Questo è per me distillare l’essenza di The Place Firenze”.