venerdì, Agosto 19, 2022

Festival di Berlino 2017: si parte!

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Il 9 febbraio, giovedì, inizia il 67esimo Festival di Berlino, denominato ufficialmente Internationale Filmfestspiele Berlin. Fino al 19 febbraio l’orso bruno simbolo del festival (e della città) accompagnerà, metaforicamente, spettatori e accreditati tra le sale disseminate nella splendida Berlino.

Dieter KosslickCome si compone la 67esima edizione. Il direttore artistico, ormai dal 2001, Dieter Kosslick nelle comunicazioni pre-festival ci ha tenuto a sottolineare la grandiosità di questa manifestazione culturale. Di media la Berlinale stacca più di 335.000 biglietti, con 20.000 visitatori provenienti da 122 paesi e 3800 giornalisti pronti a fare le pulci ai film selezionati. Nello specifico di questa edizione il programma prevede circa 400 proiezioni, con 24 film inseriti nella Competizione, di cui 22 in anteprima mondiale e 18 in corsa per l’Orso d’Oro, l’Orso d’Argento Gran Premio della Giuria, l’Alfred Bauer Prize per un cinema che apre nuove prospettive, il Silver Bear per la migliore regia, il premio per il miglior attore e la miglior attrice e quello per il miglior contributo artistico. La sezione Panorama, casa dei film indipendenti e artistici, accoglie 30 lungometraggi e 21 documentari, la sezione Forum propone 43 lungometraggi. Poi c’è Generation composta da film adatti a un pubblico più giovane giudicati da una giuria di ragazzi tra gli 11 e i 14 anni e la sezione Perspektive Deutsches Kino che, dal canto suo, mette in mostra le tendenze tematiche e artistiche di 14 registi tedeschi di nuova generazione, mentre la sezione Forum è dedicata all’avanguardia, alle opere sperimentali, ai saggi, ai reportage politici e ai paesaggi cinematografici ancora da esplorare. A queste sezioni si aggiungono i cortometraggi con i loro rispettivi Orsi d’oro e d’argento e i lungometraggi inseriti nella sezione Berlinale Special 2017, tra cui Berlinale Special Gala, che mostra le produzioni nuove e onora le grandi personalità del cinema, e Berlinale Special Series, che dal 2015 presenta serie televisive internazionali.
Per chi non fosse soddisfatto da questa ampia e variegata offerta, c’è anche la retrospettiva che quest’anno la Berlinale dedica al film di genere fantascienza dal titolo Future Imperfect. Science, Fiction, Film, curata da Rainer Rother. Il tema prescelto è la rappresentazione di mondi immaginari in un futuro imperfetto con due focus, La società del futuro e Lo strano e l’Altro. Un totale di 27 lungometraggi tra passato e presente.
Mancano da segnalare le giurie. La competizione ufficiale sarà giudicata dal vecchio e sempre in gamba Paul Verhoeven, coadiuvato da Julia Jentsch, Diego Luna, Olafur Eliasson, Wang Quan’an, Maggie Gyllenhaal e Dora Bouchouche Fourati che decreteranno l’erede di Fuocoammare di Gianfranco Rosi, vincitore dell’Orso d’oro lo scorso anno. La giuria per la sezione cortometraggi è invece formata da Christina Jankowski, Kimberly Drew, Carlos Nunez, quella della sezione Glashutte Original Documentary Award è composta da Daniela Michel, Samir e Laura Poitras e infine i giurati del premio che decreta un nuovo cineasta appartenente a una nuova generazione, il GWFF Best First Feature Award, sono Jayro Bustamante, Clotilde CourauMahmoud Sabbagh. 
Quest’anno è stata scelta Milena Canonero, un pezzo della storia del cinema dal punto di vista dei costumi e delle estetiche dei film, per l’assegnazione dell’Orso d’Oro alla carriera. Per l’occasione verrà proposta una retrospettiva di 10 film con cui l’artista ha collaborato come costumista. 

Una immagine di The Other Side of the HopeI nomi in Competition. Questa in sintesi e nei numeri la Berlinale 2017. Limitandoci ai film selezionati nella Competition, ovvero Concorso e Fuori Concorso, si possono individuare film e registi da cui potersi attendere qualche buon spunto di cinema. Da Danny Boyle, Ewan McGregor, Robert Carlyle, Ewen Bremner e Jonny Lee Miller, regista e attori di Trainspotting 2, c’è molto da aspettarsi, perché il primo film datato 1996 ha accompagnato la crescita di generazioni e ancora oggi è uno dei film più citati e amati e visti da tutti. Il film sarà presentato fuori concorso, come anche El Bar di Alex de la Iglesia, regista cult amato e al tempo stesso detestato che non necessita di molte presentazioni, Midwif di Martin ProvostViceroy’s House di Gurinder Chadha, Logan di James Mangold che prosegue la fortunata striscia di film su Wolverine e infine Final Portrait by Stanley Tucci, ritratto dell’artista Alberto Giacometti. Nel Concorso torna a Berlino dopo aver incassato l’Orso d’Oro con il Caso Kernes nel 2013 il regista rumeno Calin Peter Netzer con Ana, mon amour, storia di un amore tra due studenti compromesso dalla malattia mentale di lei. Si segnala sempre nel 2013 l’ultima apparizione a Berlino del coreano Hong Sang-soo con Nobody’s Daughter Haevon: quest’anno il regista torna con On the Beach at Night Alone, su un rapporto di coppia in riva al mare che profuma poco di sentimentalismo facile, ma di profonde riflessioni come insegna il cinema di questo autore. Dopo molti anni, ben 35, insegue l’Orso d’oro anche Agnieszka Holland, polacca allieva di Andrzej Wajda, con Spoor. Un altro figlioccio di questo festival è il senegalese Alain Gomis, regista di Félicité, racconto di una madre alla ricerca del figlio per le strade di Kinshasa, come il tedesco Tomas Arslan con Bright Nights, che narra il rapporto tra padre e figlio. Arriva a Berlino per la prima volta, invece, Marcelo Gomes, regista brasiliano già transitato per Venezia e Cannes: il suo Joaquim è la storia verosimile dell’eroe nazionale Joaquim José da Silva Xavier, alias Tiradentes. E’ in corsa per la prima volta per l’Orso d’Oro anche Ildikó Enyedi, regista ungherese di On Body and Soul, che si propone come una delle pellicole più interessanti a metà tra sogno e realtà, tra mente e materia, e anche Teresa Villaverde con Colo. Occhi puntati su Sebastian Lelio, regista cileno di grande estro che nel 2013 incantò il pubblico della Berlinale con Gloria e che sbarca in competizione con A Fantastic Woman, storia di una cameriera e cantante di un nightclub. Di sicura attenzione sarà l’opera prima Wild Mause dell’attore austriaco Josef Hader e la pattuglia asiatica. Oltre a Hong Sang-soo in competizione, ci sono il film di animazione Have a Nice Day di Liu Jian, regista di animazione che a distanza di 7 anni torna alla regia per raccontare di come un sacchetto pieno di yuan possa generare un conflitto e dal Giappone Sabu con Mr. Long. A completare la selezione ci sono il documentario su Joseph Beuys dal titolo omonimo del documentarista tedesco Andres Veiel, The Dinner del regista americano Oren Moverman, il film di apertura Django di Etienne Comar, The Party di Sally Potter.
Sopra tutti loro gli ultimi lavori alla macchina da presa di due maestri che senza dubbio metteranno in crisi la giuria e il pubblico. Il primo è Volker Schlöndorff con Return to Montauk, che parla di un amore passato che cerca un futuro con Stellan Skarsgard e Nina Hoss, e Aki Kaurismäki con The Other Side of Hope, che narra di un’amicizia, di un confronto e di una relazione tra un commesso viaggiatore finlandese e un rifugiato siriano in cerca di asilo politico a Helsinki.

Chiamami con il tuo nomeCos’altro ci aspetta a Berlino?

– Innanzitutto l’Italia. L’unico film italiano presente alla Berlinale è Chiamami con il tuo nome di Luca Guadagnino che, dopo aver incantato il Sundace Film Festival, è stato inserito nella sezione Panorama. Poi c’è Alessandro Borghi che parteciperà a Shooting Star, la piattaforma che lancia giovani attori europei da cui, per intendersi, sono passati Daniel Craig e Rachel Weisz. Si segnala, inoltre, la presenza nel Mercato dei Film di Laura Bispuri, fortunata regista di Vergine giurata che a Berlino porta il suo nuovo film Daughter of Mine;

– A Berlino ci saranno Hugh Jackman con il film Logan e forse anche Patrick Stewart, il Professor X;

– Il cast più bello sembra essere quello di The Lost City of Z di James Gray (storia dell’esploratore che ha ispirato Indiana Jones), inserito tra i titoli di Berlinale Special Gala, con Armie Hammer, Charlie Hunnam, Sienna Miller e Robert Pattinson pronti a transitare sul red carpet;

– Tra le serie più intriganti inserite in Berlinale Special c’è SS-GB, su un investigatore privato alle prese con un’indagine di omicidio nell’Inghilterra occupata dai nazisti che hanno vinto la Seconda guerra mondiale. Nel cast, Sam Riley, Kate BosworthAneurin Barnard. Occhio anche a Patriot, serie prodotta da Amazon Video;

– Tra gli attori più attesi, Catherine Deneuve con Sage femme, Richard Gere per The Dinner (film che richiama l’atmosfera di Carnage di Roman Polanski), Cillian Murphy con The Party, Gillian Anderson con Viceroy’s House, Teresa Palmer con Berlin Syndrome e Penélope Cruz con The Queen of Spain.

– Tra i documentari c’è I Am Not Your Negro, diretto da Raoul Peck e in lizza contro Fuocoammare di Gianfranco Rosi per il Miglior Documentario ai prossimi premi Oscar. La voce narrante è di Samuel L. Jackson.

Che inizi il Festival!

Di seguito il programma ufficiale delle sezioni principali del 67esimo Festival di Berlino.

Competition 2017

Ana, mon amour by Călin Peter Netzer (Romania / Germany / France)
Bamui haebyun-eoseo honja (On the Beach at Night Alone) by Hong Sangsoo (Republic of Korea – South Korea)
Beuys by Andres Veiel (Germany) – Documentary
Colo by Teresa Villaverde (Portugal / France)
The Dinner by Oren Moverman (USA)
Django by Etienne Comar (France) – First feature
El bar (The Bar) by Álex de la Iglesia (Spain) – Out of competition
Félicité by Alain Gomis (France / Senegal / Belgium / Germany / Lebanon)
Final Portrait by Stanley Tucci (United Kingdom / France) – Out of competition
Hao ji le (Have a Nice Day) by Liu Jian (People’s Republic of China) – Animation
Helle Nächte (Bright Nights) by Thomas Arslan (Germany / Norway)
Joaquim by Marcelo Gomes (Brazil / Portugal)
Logan by James Mangold (USA) – Out of competition
Mr. Long by Sabu (Japan / Hong Kong, China / Taiwan / Germany)
The Party by Sally Potter (United Kingdom)
Pokot (Spoor) by Agnieszka Holland (Poland / Germany / Czech Republic / Sweden / Slovakian Republic)
Return to Montauk by Volker Schlöndorff (France / Germany / Ireland)
Sage femme (Midwife) by Martin Provost (France / Belgium) – Out of competition
T2 Trainspotting by Danny Boyle (United Kingdom) – Out of competition
Teströl és lélekröl (On Body and Soul) by Ildikó Enyedi (Hungary)
Toivon tuolla puolen (The Other Side of Hope) by Aki Kaurismäki (Finland / Germany)
Una mujer fantástica (A Fantastic Woman) by Sebastián Lelio (Chile / USA / Germany / Spain)
Viceroy’s House by Gurinder Chadha (India / United Kingdom) – Out of competition
Wilde Maus (Wild Mouse) by Josef Hader (Austria) – First feature

Berlinale Special 2017

Acht Stunden sind kein Tag (Eight Hours Don’t Make A Day) by Rainer Werner Fassbinder (Federal Republic of Germany 1972) – TV series with 5 episodes
the bomb by Kevin Ford, Smriti Keshari, Eric Schlosser (USA) – Experimental film
Es war einmal in Deutschland… (Bye Bye Germany) by Sam Garbarski (Germany / Luxembourg / Belgium)
In Zeiten des abnehmenden Lichts (In Times of Fading Light) by Matti Geschonneck (Germany)
La libertad del diablo (Devil’s Freedom) by Everardo González (Mexico) – Documentary
La Reina de España (The Queen of Spain) by Fernando Trueba (Spain)
Le jeune Karl Marx (The Young Karl Marx) by Raoul Peck (France / Germany / Belgium)
The Lost City of Z by James Gray (USA)
Masaryk (A Prominent Patient) by Julius Ševčík (Czech Republic / Slovakian Republic)
Maudie by Aisling Walsh (Canada / Ireland)
Nema-ye nazdik (Close Up) by Abbas Kiarostami (Iran)
The Trial: The State of Russia vs Oleg Sentsov by Askold Kurov (Estonia / Poland / Czech Republic) – documentary
Últimos días en La Habana (Last Days in Havana) by Fernando Pérez (Cuba / Spain)

Berlinale Special Series

4 Blocks – Director: Marvin Kren (Germany)
Below The Surface – Creator / Director: Kasper Barfoed (Denmark / Germany)
Black Spot – Creator: Mathieu Missoffe – Director: Thierry Poiraud, Julien Despaux (France / Belgium)
Der gleiche Himmel (The Same Sky) – Creator: Paula Milne – Director: Oliver Hirschbiegel (Germany / Czech Republic)
Patriot – Creator: Steve Conrad (USA / Czech Republic)
SS-GB – Director: Philipp Kadelbach (United Kingdom)

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