venerdì, Maggio 24, 2024

Nuova Zelanda riapre i confini dopo oltre 2 anni. Ardern: “Finalmente torniamo ad accogliere il mondo”

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La Nuova Zelanda riapre le frontiere. Lo splendido stato insulare situato quasi agli antipodi dell’Italia tornerà ad accogliere turisti internazionali a partire da aprile e maggio, mettendo fine a uno dei più lunghi e severi lockdown da Covid: la terra dei kiwi era infatti “chiusa” al resto del mondo di fatto sin dall’inizio primavera 2020, con temporanee eccezioni limitate alla vicina Australia.

La riapertura è stata annunciata in queste ore dalla premier Jacinda Ardern, che si è detta felice che la sua nazione possa “riaccogliere il mondo”,  e curiosamente proprio quando la terra dei Maori registra, al pari di altri stati dell’area del Pacifico, su tutti la Cina, i propri record assoluti di casi, cifre dell’ordine dei 20mila nuovi contagi al giorno, tra cui il mininstro della Salute Chris Hipkins, su una popolazione di poco superiore ai 5 milioni di abitanti. Ma gli esperti confidano che il picco da variante Omicron abbia breve durata, sulla falsariga di quanto si è visto in altre aree del pianeta.

Milford Sound, South Island 

In sintesi, i vicini Aussie, primo mercato turistico per la Nuova Zelanda, potranno già arrivare per Pasqua, dal 12 aprile. Ai viaggiatori della maggior parte dei Paesi occidentali, (UE, Usa e Regno Unito) e in generale a quelli di nazioni esentate da visto, l’ingresso sarà invece consentito a partire dal 1° maggio. I turisti degli altri Paesi, a cominciare da India e Cina non potranno ancora entrare, a meno che non siano già in possesso di un qualche visto. Gli ospiti dovranno essere vaccinati e sarà loro richiesto un test pre-partenza e uno all’arrivo.

Prima della pandemia, la Aotearoa (terra dalla lunga nuvola bianca) maori traeva dal turismo il 20 per cento dei ricavi provenienti dall’estero e il 5 per cento del PIL. Come facile desumere, il turismo è letteralmente svanito da oltre 2 anni. “Chiudere i nostri confini è stata una delle prime azioni che abbiamo intrapreso per bloccare il Covid – ha detto Ardern – ma ora la riapertura sarà uno sprone per la ripresa economica da qui alla fine dell’anno”.

Jacinda Ardern 

“So per aver visitato e parlato con gli operatori del settore e con il loro personale quanto siano stati duri per loro gli ultimi due anni – ha aggiunto la premier – E non soltanto per le gravissime perdite economiche, ma anche perché è come venuto meno un qualcosa che ormai è una parte definita della nostra identità”.

Nota per la bellezza del suo ambiente – la si può attraversare da cima a fondo senza mai rimanerne annoiati o delusi – e per la sua attitudine all’offerta di esperienze a tutta adrenalina – il bungee jumping è nato a Queenstown, nell’Isola del Sud – la Nuova Zelanda potrebbe, global warming permettendo, assaporare un boom immediato dall’imminente inizio della stagione invernale. La South Island, infatti, con le sue Alpi che superano abbondantemente i 3mila metri è un’attrazione sciistica di livello mondiale, e la “fame” di stagione bianca non ancora appagata a sufficienza da innumerevoli appassionati dell’emisfero nord che ci hanno dovuto rinunciare per almeno una stagione potrebbe fare il miracolo nel prossimi 3-4 mesi. Senza contare, se tutto anche sul fronte della pandemia regredisse verso la normalità, l’eventualità che altri, gli amanti della natura, del trekking, della fotografia di paesaggio, in generale dell’outdoor di avventura e scoperta “estivo”, potrebbero scorgere da ottobre in poi, feste di Natale incluse, quando la tentazione di lasciare l’inverno boreale per la bella stagione australe. Il tutto verosimilmente accompagnato da prezzi più allettanti che in passato, potrebbe completare l’operazione “ristoro” del turismo di Aotearoa.

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