giovedì, Maggio 26, 2022

Il più longevo mercato nero nella storia del dark web è stato smantellato

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Nel dark web, smantellare i mercati neri della droga basati sulle criptovalute è diventata quasi una consuetudine. Ogni volta che le forze dell’ordine riescono a bloccare uno di questi mercati, diverse piattaforme rivali sono pronte a prenderne il posto. Il sequestro di Hydra, un sito del dark web in lingua russa, potrebbe tuttavia innescare una reazione a catena più estesa del solito. L’operazione ha bloccato non solo il più grande hub per la vendita online di droga del mondo post-sovietico, ma anche un servizio di riciclaggio di denaro e di cash-out [che permetteva di convertire criptovalute in valuta tradizionale, ndr] utilizzato da criminali informatici nell’ambito di reati commessi in tutto il mondo.

Nella prima mattinata di martedì 5 aprile le forze dell’ordine della Germania hanno annunciato che il reparto della polizia federale tedesca Bundeskriminalamt (Bka) – in un’operazione congiunta che ha coinvolto, tra gli altri, anche Fbi e Dea negli Stati Uniti – ha bloccato i server di Hydra nel paese, chiudendo il sito e confiscando venticinque milioni di dollari in bitcoin. L’operazione ha messo fine a quello che secondo alcune stime era il più longevo e frequentato mercato nero nella storia del dark web, con 19mila account di venditori e oltre 17 milioni di profili clienti, stando a quanto riporta la Bka. Parallelamente, il ministero del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto nuove sanzioni alla piattaforma e oltre cento dei suoi indirizzi di criptovalute.

Cosa fa(ceva) Hydra

Secondo la società di analisi della blockchain Elliptic, dalla sua creazione nel 2015 Hydra ha facilitato transazioni illecite per un valore complessivo che supera i cinque miliardi di dollari in criptovalute. La maggior parte di queste transazioni, riporta Elliptic, erano legate alla vendita di droghe, destinate esclusivamente al mercato degli ex stati sovietici. Ma Hydra ricopriva anche un ruolo di primo piano per i criminali informatici a livello globale, offrendo servizi di “mixing”, progettati per riciclare le criptovalute e renderle più difficili da rintracciare, e di conversione, che permettevano ai clienti di scambiare i proventi in criptovalute ottenute illegalmente con rubli russi, in alcuni casi sotterrando mazzette di denaro che i clienti recuperavano successivamente. “[Hydra, ndr] ha questa duplice funzione: un mercato della droga ma anche un servizio per i cyberriminali, soprattutto russi“, spiega Jess Symington, responsabile della ricerca di Elliptic.

Quasi la metà dei circa due miliardi di dollari in transazioni destinate agli indirizzi di criptovalute di Hydra nel 2021 e all’inizio del 2022 provenivano da fonti illecite o “a rischio, come fondi rubati, mercati del dark web, ransomware, gioco d’azzardo online, truffe o soggetti e organizzazioni sottoposti a sanzioni, secondo la società di monitoraggio delle criptovalute Chainalysis. In altre parole, quasi un miliardo di dollari transitato su Hydra in quel periodo non era denaro di provenienza lecita utilizzato per comprare droghe o altra merce di contrabbando sul sito, ma denaro “sporco” che Hydra stava aiutando a riciclare e convertire in rubli.

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