mercoledì, Maggio 22, 2024

Jack Grealish e Gucci, benvenuti nella nuova era di collaborazioni tra il calcio e la moda

Must Read

Questo articolo è stato pubblicato da questo sito

Ha un ottimo tocco di palla, sa segnare e, dalle voci che corrono, ha ottenuto un importante accordo economico per diventare brand ambassador di Gucci! Secondo il sito sportivo The Athletic, Jack Grealish, il centrocampista del Manchester City e dell’Inghilterra, dotato di piedi buoni che sanno addomesticare il gioco e di una fascia per capelli degna di una vera sexy star da boyband, «è sul punto di concludere un accordo di sponsorizzazione a sette cifre» con la celebre maison italiana. È il primo accordo del marchio fiorentino con un calciatore e segue le orme di altri celebri testimonial, come il cantante Harry Styles e l’attore Jared Leto

Image may contain Human Person Shorts Clothing Apparel Jack Grealish Sport Sports People Grass Plant and Field

Robin Jones

Va fatta, però, una precisazione: mentre Styles e Leto sono entrambi noti per il loro carattere anticonformista e un innato senso dello stile che si accorda con l’estetica massimalista e da negozio dell’usato di cui è pioniere il direttore creativo Alessandro Michele, le credenziali fashion di Grealish a Gucci sono decisamente meno chiare. 

La chiave della popolarità di Grealish non ha a che vedere con l’estetica di un modello d’alta moda, ma deriva dal tipico fascino procace e dal sex-appeal del ragazzo della porta accanto. Siamo di fronte a un giovane uomo che sfoggia Gucci allo stesso livello di un tifoso di calcio o di un rapper, vale a dire con loghi blasonati e ben riconoscibili dagli spalti. Tutti abbiamo visto i pantaloncini blu brillante con monogramma indossati la scorsa estate al Leeds Festival e il parka nero con le G intrecciate che corrono lungo le braccia esibito, a volte, sugli spalti dell’Etihad Stadium del Manchester City.  

Allora, perché la scelta è caduta proprio su Grealish? Nonostante la magnifica criniera di capelli di cui ci sono 3,4 milioni di risultati di ricerca su Google, quest’ultima nomina, nel caso dovesse essere ufficializzata, fornirà un’ulteriore prova che i calciatori fashion della Premiership sono uno tra i più importanti prodotti da esportazioni della Gran Bretagna. Gucci avrebbe potuto scegliere uno qualsiasi dei giocatori o manager italiani dotati di bellezza e di un’eleganza classica, a partire dal carismatico Roberto Mancini, autodefinitosi «Campione di classe». Un’opzione forse troppo scontata. Quindi, il nuovo nome del marchio è inglese, più giovane, selvaggio e risponde al nome di Grealo come i tifosi del Manchester City chiamano Grealish.

C’è sempre stato nel Dna del calcio britannico una tensione scomoda, ma adorabile, tra la tradizione e la voglia di rinnovamento della cultura giovanile. Giovani uomini con tagli di capelli all’avanguardia e un’incontenibile passione per la black music, giocano a pallone nei club più prestigiosi del mondo, intrisi di centinaia di anni di storia e, purtroppo, di omofobia.
Sembra che i calciatori inglesi si divertano a toccare i nervi scoperti di questa contraddizione e, con uno strano ragionamento inverso, usano l’amore per la moda, insieme a tutti i pregiudizi di effeminatezza connessi a tale passione, come un mezzo con cui affermare la loro mascolinità alfa. 

Ecco perché il pareo, firmato Jean Paul Gaultier, di David Beckham è diventata una notizia da prima pagina quando lo indossò fuori dal campo durante Francia ‘98. Bisognava avere coraggio per indossarlo, specialmente quando l’aperta omofobia era ancora diffusa nella mentalità generale.  I «damerini» del calcio, come Beckham e Grealish, grazie al proprio gusto, all’amore per la moda e alla giusta dose di vanità, soffiano sulla nebbia mentale dei finti perbenisti. Un’impresa che permette loro di ingraziarsi legioni di fan femminili e gay e nel tempo li trasforma in autentiche icone culturali pop.

Un’altra particolarità della cultura calcistica britannica, sia per i tifosi, sia per i calciatori, è l’interesse consacrato alla musica pop, specie alla black music. David Beckham era solito frequentare il leggendario club notturno Twice As Nice, un luogo che gli influenti partecipanti considerano lo Studio 54 dell’UK Garage. Anche Grealish ha legioni di fan tra i rapper ed è regolarmente nominato nei freestyle e banger underground, come il remix di Stormzy di Sore in cui rappa, «Slide in the middle like Grealish». 

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
Latest News

L'intelligenza artificiale potrebbe sostituire 200mila dipendenti pubblici italiani

Più della metà dei dipendenti pubblici italiani vedrà la propria attività fortemente impattata dall’intelligenza artificiale. Lo certifica la ricerca...
- Advertisement -spot_img

More Articles Like This

- Advertisement -spot_img