lunedì, Luglio 15, 2024

A Roma continuano gli incendi

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Quattro grandi incendi hanno colpito Roma tra giugno e luglio 2022, tutti legati alla filiera dei rifiuti. Sull’origine delle fiamme sta indagando la Procura della città, che non ha ancora escluso il dolo e una possibile matrice mafiosa. I materiali plastici andati a fuoco, inoltre, hanno creato dense nubi di fumo e innalzato oltre i limiti i valori delle diossine delle aree limitrofe.

L’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) del Lazio è intervenuta immediatamente nelle aree dei roghi, avviando le attività di monitoraggio della qualità dell’aria e installando dei campionatori ad alto volume per la misura dei microinquinanti. Gli esiti non sono stati rassicuranti, riportando livelli di diossine pari a 10,6 picogrammi per metro cubo di aria (pg/m3) cioè trentacinque volte superiori al valore di riferimento dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’ambiente urbano, pari a 0,3 pg/m3.

Solo in Lazio all’inizio della settimana se ne sono verificati 100, tra cui il più grave quello in zona Balduina/Pineta Sacchetti a Roma. Nel 2021 le fiamme hanno devastato 150mila ettari di territorio

Per questo le autorità hanno raccomandato l’uso delle mascherine per le persone che vivono nelle vicinanze delle zone colpite dai roghi. Allertati anche i medici di medicina generale dei distretti interessati, ai quali è stata fornita anche una linea diretta per segnalare sintomi da intossicazione o bruciori agli occhi dei loro pazienti e spostarli nelle strutture necessarie per ricevere cure. Sia all’ospedale Pertini, che all’ospedale Santa Maria delle Rose, sono stati anche aperti due ambulatori dedicati ai pazienti con sintomi legati ai fumi tossici.

Secondo le dichiarazioni fornite all’Ansa da Alessio d’Amato, assessore regionale per la Sanità del Lazio, la situazione sanitaria non è di emergenza, ma data la natura dei materiali andati a fuoco – gomme, plastica, oli esausti – è importante usare le mascherine e sostituire o pulire i filtri dei condizionatori e altri dispositivi di ventilazione.

Sulle cause dei roghi non ci sono ancora certezze. Se il movente è mafioso non possiamo dirlo. Il tema è che in quasi tutti gli incendi c’è di mezzo la filiera dei rifiuti”, ha detto all’Ansa Sabrina Alfonsi, assessora all’Ambiente e ai rifiuti di Roma. Per esempio, l’ultimo incendio avvenuto nel quartiere di Centocelle è partito da una zona che era stata sgomberata circa un mese fa e adibita ad area per lo smistamento dei rifiuti. Proprio questo filo rosso fa aumentare i sospetti della premeditazione e della mano della criminalità organizzata, da sempre coinvolta nel traffico dei rifiuti.

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