domenica, Aprile 2, 2023

Ducati e Lenovo, squadra che vince non si cambia

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Così, con una maggiore potenza di calcolo il trasferimento dei dati richiedeva un terzo del tempo e si poteva eseguire il doppio delle simulazioni. In questo modo, è più semplice per gli ingegneri prevedere come le moto reagiranno a specifiche condizioni ambientali, per migliorare costantemente le performance in pista. Per avere un’idea precisa di questo lavoro basta considerare le otto MotoGP Ducati hanno ognuna cinquanta sensori e generano in totale circa 40 GB di informazioni in ogni weekend di gara. Informazioni che vanno tutte analizzate ed archiviate e che permettono ai tecnici e ai piloti di sapere ogni cosa che riguarda la moto, inclusa la sua dinamica. Inoltre, Ducati e Lenovo hanno implementato una infrastruttura di desktop virtuali: oltre 250 virtual desktop 2D e 3D vengono utilizzati in tutta l’organizzazione, dalla Ricerca & Sviluppo ai box. In questo modo ogni utente può connettersi sempre e ovunque, di conseguenza la gestione e la manutenzione IT sono più semplici e le risorse vengono sfruttate meglio.

Ducati Lenovo

A.Farinelli

A questo si aggiunge il fatto che i progettisti di Ducati possono collaborare in tempo reale con il team di sviluppo e con il pilota collaudatore durante i test, modificando un singolo componente sulla base dei feedback ricevuti, ottimizzando i tempi di realizzazione. «La tecnologia è sempre più un fattore differenziante nel mondo delle corse e, grazie alla nostra partnership con Lenovo, siamo stati in grado di cambiare il modo stesso in cui le moto vengono progettate», ha aggiunto Dall’Igna. Infine, c’è il Remote Garage, uno strumento fondamentale messo a punto da Ducati e Lenovo all’inizio della pandemia e costantemente sviluppato. La sua funzione è permettere alle informazioni di viaggiare senza sforzi dalla pista alla sede centrale di Bologna. «I nostri ingegneri che non possono essere con noi in pista, rimangono nel reparto corse collegati in diretta con il circuito, lavorando quasi allo stesso modo che se fossero qui», ci ha raccontato Paolo Ciabatti, Direttore Sportivo Ducati Corse.

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