venerdì, Dicembre 9, 2022

Dal ponte sullo Stretto di Messina all'auto elettrica: cosa dicono i partiti su infrastrutture e trasporti

Must Read

Questo articolo è stato pubblicato da questo sito

Ponte sullo Stretto di Messina ma non solo: nei programmi dei partiti e degli schieramenti che si sfideranno il prossimo 25 settembre, a tenere banco sono le infrastrutture per modernizzare il Paese e velocizzare il trasporto di persone e merci con un occhio all’ambiente. Quasi tutti concordano sull’incentivare i porti come asset strategici: il partito di Matteo Salvini immagina di velocizzare la realizzazione delle nuove infrastrutture estendendo il cosiddetto “modello Genova”, ossia il sistema di appalti adottato per ricostruire il ponte Morandi, abbattendo gli attuali vincoli. Scelta rischiosa che potrebbe portare a un aumento esponenziale di fenomeni di corruzione.

Ecco le posizioni dei partiti:

  1. Coalizione di centrodestra
  2. +Europa
  3. Fratelli d’Italia
  4. Forza Italia
  5. Italexit
  6. Italia viva-Azione
  7. Lega
  8. Movimento 5 Stelle
  9. Partito democratico
  10. Possibile
  11. Unione popolare
  12. Europa verde-Sinistra italiana

Da 9 anni è in liquidazione la società costituita nel 1981 per realizzarlo. Che chiede 300 milioni allo Stato per le attività che ha svolto, mentre in tribunale si deve difendere dalle richieste dei fornitori lasciati a secco

Coalizione di centrodestra

I capisaldi dell’accordo quadro del centrodestra sono tendenzialmente due: la revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)in funzione delle mutate condizioni, necessità e priorità” e l’immancabile, inimitabile, imprescindibile, ponte sullo Stretto di Messina, opera fondamentale per “collegare tutto il territorio nazionale dal Nord alla Sicilia”. Peccato che prima bisognerebbe portare i treni veloci da Salerno a Messina.

Il programma del partito di Emma Bonino tanto accurato su argomenti come la scuola e la ricerca, cede decisamente il passo quando si tratta di infrastrutture. Tutto ruota intorno alla gestione politica dei bandi, che per +Europa devono essere rivisti in chiave di separazione tra soggetto affidante e la proprietà dell’incumbent. Un accenno al 5G e alla possibilità di rimodulare i bandi di gara e di facilitare accordi di cooperazione.

Fratelli d’Italia 

Il partito di Giorgia Meloni non fornisce indicazioni su dove prendere i soldi per incentivare tutto quello che vogliono incentivare, anche se c’è da dire che il programma di quella che potrebbe diventare la futura premier è completo rispetto a quelli messi in campo dai partiti della sua coalizione. Fa partire la sfida all’indipendenza energetica dal sud, non ignora il divario nord-sud come fa per esempio la Lega e arriva a sostenere di investire sulle smart roads. Per Fratelli d’Italia i porti italiani vanno sostenuti affinché diventino uno snodo strategico delle merci in Europa. Fin qui tutto lodevole e anche ben orchestrato rispetto ad altre forze politiche che come FdI fanno di questa centralità un punto programmatico. Poi però torna al propagandistico, ingegneristicamente pericoloso ed economicamente irrilevante nonché – diciamocelo – a tratti mitologico, ponte sullo Stretto di Messina.

Forza Italia

Per il partito di Silvio Berlusconi, nuova star di TikTok, al primo posto c’è la semplificazione per ottenere i nulla osta attraverso la riduzione dei tempi, un’idea che presuppone il coinvolgimento di “professionisti ingegneri, architetti, e tecnici per elaborare le progettazioni esecutive”. Viene da chiedersi chi, prima di questa illuminante proposta, abbia progettato ponti, autostrade e crocevia. Infine, abbiamo ovviamente il ponte sullo Stretto di Messina, che dal 26 gennaio 1994 accompagna mesto i programmi politici di Forza Italia, sfuggendo però abilmente ai bilanci dei governi di centrodestra che negli anni si sono succeduti.

Le idee di Italexit per quanto riguarda le infrastrutture sono in linea con l’intero programma: decine di propositi che navigano tra tassisti e Tav, rigorosamente nessuna indicazione su come realizzarli e con quali fondi. Ma anche qui c’è un punto certo: tutti gli asset strategici devono tornare a essere statali. Più di un concetto alla volta, non riescono proprio a chiarirlo.

Un'antenna 5G

Pd, Lega, +Europa e Azione-Italia Viva propongono alcune idee concrete. Ma pesano i cantieri in ritardo, la mancanza di personale e il freno dei Comuni no-5G, mentre sul futuro di Tim i partiti si dividono

Italia viva-Azione

Italia viva e Azione hanno ben chiaro cosa fare per le infrastrutture: potenziare metropolitane, tramvie, autobus, car ed e-bike sharing, svecchiare le flotte e spostare tutto su rotaia. Piovono miliardi qui e miliardi lì, che porteranno da questo dato a questo dato, senza accennare mai al percorso e neanche a chi sarà il capotreno.

La lega punta tutto sul passaggio a una economia green per i trasporti pubblici e privati, salvo poi chiedere di rimandare la data del 2035 come termine ultimo per mettere al bando i mezzi alimentati con fonti fossili. Il partito di Matteo Salvini sostiene apertamente che sia “illogico se non folle” puntare tutto sulle rinnovabili, poiché sono ancora molto pochi gli utenti delle auto elettriche. Il quadro generale del pianeta e della potenzialità della green economy sembra sfuggire e il non detto sembra essere un gattopardiano tutto cambia perché nulla cambi. 

Il deputato Edoardo Rixi, incaricato dal Carroccio a stendere il programma dedicato alle infrastrutture, ribadisce con forza che il modello da seguire per i grandi appalti è quello di Genova: sostiene che certamente la Lega lotta contro la corruzione, ma non si possono mantenere vincoli senza senso. Per esempio, bisognerebbe superare le barriere normative presenti nel Codice dei Contratti e nella legislazione ambientale: troppi ritardi e tempi troppo lunghi, meglio, appunto, il cosiddetto “modello Genova”, Che però – è bene ricordarlo – è stato un modello emergenziale con un sistema di regole e controlli che si è avvalso di protocolli ad hoc: tale azione, ripetuta su scala nazionale, lascerebbe le porte non aperte ma spalancate a svariati tipi di corruzione. Dove pensa la Lega di trovare i soldi per le infrastrutture del “modello Genova”? Metà dal Pnrr e metà da “partnership fra pubblico e privato”.

Movimento 5 Stelle

Il programma sulle infrastrutture e i trasporti del Movimento 5 stelle parte da un presupposto: la dipendenza da fonti fossili supera l’85%, a fronte del 2% di energia proveniente da fonti rinnovabili. Da qui si parte per definire infrastrutture e mobilità che, secondo il programma dei pentastellati, sarà il settore che subirà i maggiori cambiamenti da qui al 2050. Con un sistema di obiettivi a breve, medio e lungo periodo, il Movimento tocca tutti gli ambiti necessari per costruire un percorso integrato su base decennale

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
Latest News

Getir si mangia i concorrenti di Gorillas

La turca Getir, l’azienda pioniera nella consegna a domicilio della spesa e attiva anche in Italia a Roma e...
- Advertisement -spot_img

More Articles Like This

- Advertisement -spot_img