venerdì, Ottobre 7, 2022

Addio Piero Angela, 20 minuti per conoscerlo meglio e un intero speciale su RaiPlay

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Siamo (quasi) tutti cresciuti con Piero Angela. Classe 1928, il nostro primo e migliore divulgatore scientifico televisivo, che ci ha lasciato oggi a 93 anni, ha permesso per oltre mezzo secolo di avvicinarsi alla conoscenza o all’approfondimento di numerose e diverse discipline tanto i coetanei quanto i loro nipoti e bisnipoti riuscendo a parlare, ad arrivare a tutti in maniera chiara, convincente, ma anche con leggerezza e capacità di ispirare. In quanti tra i nostri medici, scienziati, ricercatori e comunicatori ha fatto sbocciare il seme delle passioni che poi sono divenute il loro lavoro?  Dalla fine degli Anni ’50 a oggi, Piero Angela non c’è innovazione che non abbia raccontato e che non abbia saputo poi utilizzare per divulgare il sapere ancora meglio, ancora di più. 

Il suo segreto? Lo ha spiegato a un pubblico di ragazzini nel 1974 e per certi versi lo ha condiviso con alcuni grandi della nostra letteratura e cultura di quegli anni – Italo Calvino, Gianni Rodari, Sergio Endrigo:

Elio, una volta, lo ha descritto così:

Le parole che mi dice sono quelle che vorrei. L’elettrone ed i protone sai spiegare alle persone con lo stile e l’eleganza di un pioniere della Rai.

Apprendiamo entrambe le cose in 20 minuti di documentario realizzati a celebrare i suoi 90 anni, disponibili su RaiPlay assieme a diverse stagioni dei suoi classici (Quark, Super Quark, Super Quark Più) e molto altro ancora. Immediatamente, infatti, il servizio pubblico a cui ha dedicato tutta la sua vita ha messo insieme uno speciale di omaggio che spazia tra i suoi programmi di successo, le interviste e – interessantissime – i suoi primi servizi da inviato, le origini in bianco e nero di un modo di fare cultura, creare conoscenza, seminare curiosità e voglia di avvicinarsi alle discipline scientifiche. Vi appare giovanissimo, a tratti timido e impacciato ma sempre sicuro della propria missione, del fine e intento del suo lavoro. Che non è sempre stato quello per cui oggi lo ricordiamo di più. 

Angela è “nato” musicista (pianista jazz amatoriale col nome di Peter Angela) e poi è poi cresciuto in giornalista come uno dei primi volti dei nostri tg nazionali (a lui andarono la prima conduzione del tg delle 13.00, assieme ad Andrea barbato nel 1968 e la conduzione del neonato TG 2 nel 1981, che si chiama Studio aperto e si divideva in una rassegna delle news per poi lasciare spazio a una seconda parte di approfondimento). 

Dedicare la maratona streaming di questo sabato sera al suo operato ci fa riconoscere una volta ancora la sua importanza e grandezza nel nostro giornalismo e panorama culturale, ma anche la bellezza di quello che è stata la nostra televisione di servizio pubblico nell’arco di quasi 70 anni perché lo stile di Piero Angela, creatore di format informativi, si è veramente nutrito di ogni suggestione, innovazione, passione da quando, fin nei primi anni di Quark, si faceva aiutare da bellissimi contributi animati di Bruno Bozzetto nei passaggi più ostici delle sue spiegazioni, fino a che non è stato tra i primi a usare effetti digitali per dare quasi tridimensionalità oltre che visione e farci viaggiare nel tempo (tra dinosauri e civiltà primitive, anche a spiegarci che è improprio parlare di razze perché la razza umana originale è una), nello spazio intergalattico, dentro il nostro corpo

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