lunedì, Novembre 28, 2022

Le minacce di attacco nucleare della Russia

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Tra chi lo considera un bluff per far arretrare il sostegno occidentale all’Ucraina e chi lo reputa un pericolo serio, l’unica certezza è che lo spettro di un attacco nucleare viene agitato ormai da mesi dalla macchina propagandistica della Russia. La minaccia si è intensificata a seguito dei referendum forzati per l’annessione delle regioni occupate di Kherson, Zaporizhzhia, Luhansk e Donetsk e l’allarme per presunte esercitazioni sta crescendo giorno dopo giorno.

Il leader russo Vladimir Putin ha giurato di proteggere i nuovi territori rivendicati dalla Russia usando “tutti i mezzi a disposizione”, compresi ipotetici attacchi nucleari. Tuttavia, Mosca non ha ancora idea di quali siano i reali confini delle regioni in questione e l’assenza di una chiara demarcazione territoriale rende queste minacce molto più deboli, essendo attuabili solo in caso di una violazione dei confini della Federazione russa da parte di uno stato estero.

  1. Le dichiarazioni a mezzo stampa
  2. Esercitazioni e test
  3. Scenari internazionali

Con i loro 184 metri di lunghezza sono i più grandi mai costruiti al mondo. Possono trasportare 6 droni sottomarini carichi di testate nucleari

Le dichiarazioni a mezzo stampa

L’intera questione è comunque coperta dall’incertezza e dall’imprevedibilità. Le reali mosse di Putin sono chiaramente celate e, nonostante l’allarmismo, la Nato non ha ancora diffuso comunicati ufficiali rispetto a possibili esercitazioni o test da parte russa. L’unico commento rilasciato da Jens Stoltenberg, segretario generale dell’Alleanza Atlantica, è stato un avvertimento verso il Cremlino di aspettare gravi conseguenze in caso di attacco nucleare. Fuori dai canali ufficiali, attraverso un’intervista al canale televisivo statunitense Abc News, l’ex generale della Cia David Petraeus ha sostenuto come la Nato risponderebbe in modo da annientare ogni unità russa in Ucraina e l’intera flotta russa del mar Nero, se Mosca dovesse usare ordigni nucleari.

Dalla Russia, invece, arrivano informazioni contrastanti. Se Putin ha sostenuto l’uso di tutti i mezzi necessari per difendere i confini russi, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha invece zittito il dittatore ceceno Ramzan Kadyrov, a seguito di un comunicato in cui incitava Mosca a usare ordigni atomici contro l’Ucraina. Secondo Reuters, Peskov avrebbe risposto al comunicato sostenendo come la Russia preferisca attenersi a “dichiarazioni bilanciate e oggettive astenendosi da quelle emotive rilasciate dall’alleato ceceno.

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Si tratta di una piccola frazione dell’interscambio tra il blocco e il regime di Putin ed è sensibilmente inferiore a quello di petrolio e gas, ma c’è chi chiede di bloccarlo

Esercitazioni e test

Allo stesso modo, né la Russia né la Nato hanno confermato lo spiegamento dei sottomarini nucleari Belgorod nel mar glaciale Artico. La notizia, riportata da Repubblica, è stata ripresa dai giornali internazionali che hanno però mantenuto l’uso del condizionale per diffonderla. Identico atteggiamento è stato usato rispetto alle rilevazioni del quotidiano londinese The Times, secondo cui Putin sarebbe pronto a effettuare un test nucleare ai confini con l’Ucraina, usando un treno militare per trasportare il materiale necessario nelle zone di frontiera. Il treno al momento si trova vicino a Mosca, lontano dal confine.

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